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Porto Viro

"Ho rimproverato un ragazzo, la mamma voleva denunciarmi"

Mantovan racconta: “Insulti e impennate”

"Ho rimproverato un ragazzo, la mamma voleva denunciarmi"

Parte dai recenti fatti di cronaca, quello mortale avvenuto a Massa e un’aggressione in centro a Rovigo, la riflessione pubblicata sui social dal sindaco di Porto Viro Mario Mantovan.

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Due episodi accomunati dalla violenza di gruppo tra giovani, che hanno spinto il primo cittadino a condividere un’esperienza personale accaduta nelle scorse settimane. Il racconto riguarda quanto avvenuto in piazza Marconi a Donada, dove Mantovan si è fermato intorno a mezzanotte, terminata la Via Crucis, dopo aver notato un gruppo di circa trenta ragazzi. Una situazione già segnalata in precedenza dai residenti per schiamazzi e intrusioni in un cantiere comunale. Il sindaco ha deciso di osservare senza intervenire.

“Volevo solo capire cosa stesse succedendo e garantire la presenza di un adulto”, spiega nel suo post. “Da lì, senza alcun motivo, sono partiti insulti nei miei confronti dopo avermi riconosciuto, impennate con le moto e frenate pericolose. Io sono rimasto appoggiato alla mia macchina, in silenzio, osservando e monitorando la situazione”, aggiunge Mantovan spiegando poi che l’episodio ha avuto un seguito inaspettato poco dopo: "Tornato a casa poco dopo, ho trovato una mamma ad aspettarmi, pronta a denunciarmi ai Carabinieri perché convinta che avessi ripreso suo figlio minorenne".

"Una mamma che, pur sapendo chi sono e quindi potendo supporre le mie intenzioni, è venuta a casa mia a mezzanotte per minacciarmi, senza chiedere spiegazioni o motivazioni”. Un comportamento che il primo cittadino critica apertamente: “Così non va”. Da qui la riflessione più ampia, che si collega direttamente ai fatti di cronaca: “Non possiamo far finta di nulla”, scrive Mantovan, sottolineando come episodi di violenza possano nascere anche da situazioni apparentemente banali. Il sindaco punta il dito soprattutto sul ruolo degli adulti: “Prima di difendere a prescindere, chiediamoci cosa stanno facendo davvero i nostri figli quando sono fuori”.

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