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I guanti monouso finiscono nei canali

Il referente provinciale chiede più responsabilità. “Molti ormai sono tutt’uno con la terra”

I guanti monouso finiscono nei canali

“Basta guanti monouso di plastica!”. È l’allarme lanciato dal referente provinciale di Plastic Free Riccardo Mancin, che denuncia la presenza diffusa dei dispositivi utilizzati nei distributori di carburante e nei punti vendita della grande distribuzione e il loro impatto sull’ambiente. “Vengono messi a disposizione dei clienti ma a milioni finiscono nell'ambiente, spesso nei campi e nei fossati o corsi d'acqua vicini”, spiega Mancin.

Nonostante i tentativi per evitare la loro dispersione nell’ambiente, le misure di contenimento attualmente adottate da chi li mette a disposizione non sembrano funzionare. “Non è sufficiente il cestino e non basta un cartello sperando nel buonsenso delle persone - sottolinea - Andrebbero proprio tolti. Tra l’altro non c'è alcun obbligo di legge che impone ai punti vendita della grande distribuzione o alle stazioni di servizio di utilizzare questi dispositivi. E’ un sistema che è stato adottato come standard interno di igiene, ma frutta e verdura sono già passate per chissà quante mani prima di arrivare sul banco. Ha davvero senso tutto questo?”.

Più igienico quindi adottare la semplice pratica di lavarsi le mani ma, se proprio si vogliono utilizzare, esistono anche alternative compostabili e la possibilità di mettere a disposizione del gel disinfettante per mani anche nei distributori. “Nel 2026 vedere questa oscenità mi fa proprio arrabbiare”, dice Mancin. Un oggetto apparentemente innocuo che però può creare una vera e propria emergenza, perché spesso i guanti vengono inglobati nell’ambiente circostante. Nei giorni scorsi, infatti, Mancin era intervenuto nei pressi di un distributore e di un supermercato di Taglio di Po per una piccola pulizia ambientale trovando una situazione disastrosa. “In tre ore da solo ho recuperato ben 4 sacchi pieni di tanti rifiuti, su tutti un mare di guanti monouso di plastica che il distributore e il punto vendita mettono a disposizione dei clienti”, riferisce.

Molti dei rifiuti risultano ormai integrati nel terreno. “Molto erano un tutt'uno ormai con la terra o il fondale del fossato - afferma -. Così non va bene, per niente”. Mancin conclude con un appello: “Si può e si deve migliorare ma serve la buona volontà di uomini di buona volontà. Esistono?”.

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