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veneto
15.04.2026 - 08:50
Un controllo pre-partita ha acceso la polemica nel campionato di Seconda Categoria, girone M, coinvolgendo dirigenti sportivi e organismi federali. L’episodio si è verificato a Polverara, in occasione della gara tra San Fidenzio Polverara e San Precario (Padova), disputata nell’ambito della tredicesima giornata e conclusa con la vittoria dei padroni di casa per 3 a 2.
Al momento del riconoscimento dei giocatori, fase preliminare prevista dal regolamento prima dell’inizio dell’incontro, l’arbitro avrebbe chiesto al dirigente della squadra ospite di esibire il permesso di soggiorno di due calciatori extracomunitari. La richiesta ha suscitato immediate perplessità tra i presenti e ha dato origine a una contestazione formale da parte della società coinvolta.
A riferire l’accaduto è il presidente del San Precario, Roberto Mastellaro, che ha parlato di un episodio inusuale. "Non mi era mai capitato in 18 anni", ha dichiarato, sottolineando come nella stessa rosa sia presente anche un altro atleta con doppia cittadinanza, per il quale non sarebbe stata avanzata analoga richiesta. La circostanza è stata evidenziata come elemento rilevante nella ricostruzione dei fatti.
La vicenda è stata confermata anche da esponenti della società ospitante. Il segretario del San Fidenzio Polverara, Daniele Trivellato, ha riferito di aver assistito alla scena, definendo la richiesta inattesa rispetto alle consuete procedure di riconoscimento.
Sulla base delle segnalazioni ricevute, la questione è stata portata all’attenzione degli organismi federali competenti. Il presidente del comitato regionale veneto della Federazione italiana giuoco calcio, Giuseppe Ruzza, ha riferito di aver chiesto una relazione scritta per avviare gli approfondimenti del caso. Analoga posizione è stata espressa dal presidente dell’Associazione italiana arbitri del Veneto, Tarcisio Serena, che ha annunciato verifiche interne.
Secondo quanto precisato dagli stessi vertici arbitrali, le modalità di identificazione dei tesserati sono disciplinate da procedure specifiche e prevedono l’esibizione di documenti quali carta d’identità, tesserino federale, riconoscimento diretto da parte dell’arbitro o fotografia autenticata dal Comune. Non è invece prevista la richiesta del permesso di soggiorno tra gli strumenti di verifica.
L’episodio è ora al vaglio degli organi competenti, che dovranno accertare la dinamica dei fatti e valutare eventuali responsabilità. Nel frattempo la gara si è regolarmente disputata e conclusa senza ulteriori contestazioni sul campo.
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