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La tragedia

Morto a due anni, la denuncia dei genitori

Il portavoce della comunità egiziana: “Padre e madre sconvolti e disperati, vogliono la verità”

Adam, la denuncia dei genitori

Il piccolo Adam

ROVIGO - Una tragedia che lascia attoniti e muti. La morte di un bambino è sempre un dolore enorme e straziante. E Adam aveva solo due anni e mezzo. Doveva sottoporsi ad un’operazione a un braccino, per un problema congenito ai tendini per il quale era già stato operato una prima volta in Egitto, Paese di origine della famiglia, quando aveva appena sei mesi. Ma ora il suo cuore si è fermato per sempre.

La domanda che aleggia è: perché? E’ quello che si chiedono per primi i genitori, che martedì lo hanno accompagnato, sorridente, all’ospedale di Rovigo per l’intervento chirurgico, poi in auto hanno seguito l’ambulanza che lo ha trasportato, in gravissime condizioni dopo la complicazione insorta, all’ospedale di Padova, per cercare di gestire l’emergenza con l’Ecmo, il “cuore artificiale” con la circolazione extracorporea. Ma poco tempo dopo ne è stato dichiarato il decesso. Per questo il padre e la madre di Adam, assistiti dagli avvocati di Vigevano Stefano Zoia e Cristina Gulisano, hanno presentato un esposto alla Procura di Padova chiedendo che venga eseguita l’autopsia sul loro bambino per fare chiarezza sulle cause del decesso.

Anche l’Ulss Polesana ha rimarcato che “sono attualmente in corso tutte le verifiche interne per accertare con precisione la dinamica dell’accaduto. L’azienda assicura la massima collaborazione e piena disponibilità all’autorità giudiziaria per tutti gli approfondimenti del caso”.

Aly Harhash, portavoce della comunità egiziana di Milano, vicino ai genitori, che dopo essersi trasferiti in Italia, hanno vissuto prima a Napoli e poi a Parma, dove il padre lavora come operaio in un macello industriale, scrive: “In un momento di immenso dolore, ci uniamo al cordoglio con le più sentite condoglianze per la perdita del piccolo angelo, ricordandolo con affetto e preghiera, nella speranza che la terra gli sia lieve. Che il piccolo angioletto riposi in pace e trovi la sua luce, mentre la famiglia riceve conforto e forza”.

E poi aggiunge: “Il bambino doveva essere sottoposto ad un programmato intervento al braccio, ai genitori era stato detto che sarebbe durato 6 ore, ma dopo un’ora hanno notato un via vai di medici verso la sala operatoria; spaventati hanno chiesto se l’operazione del figlioletto stesse andando bene, ma è stato detto loro che, a causa di un problema non ancora specificato, c’era l’urgenza di trasportarlo all’ospedale di Padova trasportato con l’ambulanza”.

L’intervento, spiega, “consisteva nel riposizionamento dei tendini del braccio destro, una procedura già eseguita in Egitto quando aveva sei mesi. Purtroppo, i risultati furono insoddisfacenti, quindi l’intervento fu ripetuto questa volta in Italia, in un ospedale. Tuttavia, questa volta, ogni speranza è svanita e il bambino è deceduto. I genitori sono sconvolti e disperati, desiderosi di sapere cosa sia successo. Purtroppo, il corpo del bambino è stato trasferito all’obitorio in silenzio”. Per questo, chiede “la verità”, con un ardito accostamento con la vicenda del piccolo Domenico Caliendo.

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