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veneto
21.04.2026 - 08:40
È stata sospesa in via cautelativa l’insegnante coinvolta nell’episodio avvenuto nei giorni scorsi alla scuola media “Bellini” di Mestre (Venezia), dove due studentesse di terza sarebbero state oggetto del taglio di alcune ciocche di capelli durante l’attività in classe. La docente, supplente di italiano, storia e geografia, non farà più ritorno nell’istituto almeno fino alla conclusione dell’indagine interna avviata dalla dirigenza scolastica.
Il provvedimento è stato disposto dalla dirigente dell’Istituto comprensivo “Spallanzani”, Antonina Randazzo, da cui dipende la “Bellini” nel quartiere Bissuola, al termine di un colloquio con l’insegnante. La sospensione è entrata in vigore dalla giornata di ieri. L’episodio risale a mercoledì scorso, mentre già giovedì la scuola aveva convocato un incontro straordinario del consiglio di classe con la partecipazione dei genitori, programmato per questa settimana.
Nonostante l’accaduto, la docente aveva continuato a svolgere regolarmente le lezioni nelle giornate successive, fino all’adozione del provvedimento cautelativo. L’Ufficio scolastico regionale segue la vicenda, definita come un fatto ormai accertato, monitorando l’evoluzione delle verifiche avviate a livello interno.
Dalla famiglia di una delle studentesse coinvolte è stato espresso apprezzamento per la gestione della situazione da parte dell’istituto. "La scuola sta affrontando la vicenda con attenzione", ha riferito il padre, sottolineando il percorso educativo e formativo garantito dall’istituto.
Sul piano disciplinare, la docente rischia ulteriori provvedimenti al termine degli accertamenti. Tra le ipotesi al vaglio vi sono anche eventuali profili di rilevanza penale, tra cui la violenza privata e l’abuso dei mezzi di correzione, aspetti che tuttavia risultano ancora in fase di valutazione.
L’insegnante, poco più che cinquantenne, era stata inserita da alcuni mesi negli elenchi dei docenti disponibili per incarichi di supplenza e stava svolgendo un incarico temporaneo che, inizialmente previsto fino alla fine di aprile, avrebbe potuto essere prorogato fino al termine dell’anno scolastico.
Sulla vicenda è intervenuta anche l’assessora regionale all’Istruzione, Valeria Mantovan, che ha richiamato l’importanza di garantire ambienti scolastici sicuri e rispettosi per studenti e studentesse. È stata inoltre ribadita la necessità di fare piena chiarezza sull’accaduto nel più breve tempo possibile.
Le verifiche proseguono per ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti e accertare eventuali responsabilità.
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