VOCE
adria
23.04.2026 - 18:00
Nel comune di Adria, la memoria dell’antifascismo e della Resistenza costituisce un elemento profondamente radicato nell’identità storica locale, espresso sia attraverso la toponomastica urbana sia mediante iniziative culturali e civiche promosse sul territorio.
Un esempio significativo è rappresentato dal progetto promosso quest’anno dalla sezione “Arduino Nali” dell’Anpi, che ha avviato un’iniziativa di “memoria diffusa” consistente nell’apposizione di fiocchi tricolori alle targhe di 44 vie cittadine, tra capoluogo e frazioni, intitolate a protagonisti dell’antifascismo, della Resistenza e della nascita della Repubblica.
A ciascuna via è stata associata una sintesi biografica della figura commemorata, con l’obiettivo di rendere accessibile e quotidiana la conoscenza storica, trasformando lo spazio urbano in un luogo di educazione civica. L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio in cui la toponomastica di Adria riflette in modo esteso la memoria della lotta antifascista e della costruzione della democrazia. Numerose vie cittadine sono dedicate a figure di rilievo nazionale e locale, tra cui Giacomo Matteotti, originario del Polesine e simbolo dell’opposizione al regime, Sandro Pertini, Antonio Gramsci, Alcide De Gasperi e Aldo Moro, accanto a figure locali come Cesare Zen, protagonista dell’organizzazione clandestina antifascista nel territorio adriese. Accanto ai protagonisti della storia nazionale, la memoria cittadina valorizza anche numerose figure direttamente legate al territorio, che testimoniano il contributo locale alla guerra di Liberazione.
Tra queste si ricordano Uldino Fellardi e Maurizio Martello, caduti nella lotta partigiana, Mario Passarella, vittima delle Fosse Ardeatine, e Riccardo Malfatti, ucciso proprio il 25 aprile 1945. La varietà delle figure ricordate nella toponomastica cittadina riflette inoltre la pluralità delle culture politiche che hanno contribuito alla nascita della Repubblica italiana, includendo esponenti del socialismo, del cattolicesimo democratico, del liberalismo e dell’azionismo, oltre a sindacalisti e intellettuali. Questo elemento evidenzia il carattere unitario della lotta antifascista e il contributo condiviso di diverse tradizioni ideali alla costruzione dell’ordinamento democratico.
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