VOCE
l'allarme
23.04.2026 - 08:38
Una foto che fa male, vedere: decine e decine di carpe, morte, lasciate in golena, senza alcun senso. E', secondo la segnalazione di un giovane pescasportivo, il segnale del passaggio dei bracconieri del Po, che avrebbero colpito, in questa occasione, a Ca' Venier, poco dopo il ponte, in direzione mare. Difficile capire per quale motivo non abbiano raccolto il pesce catturato in questa maniera.
La presenza dei bracconieri, veri e propri gruppi organizzati che operano al di fuori della legge, è, ormai da circa una ventina d'anni, uno dei problemi che affliggono il nostro delta, e non solo. Gradualmente, infatti, queste bande hanno iniziato a infestare non solo il Po, ma, di fatto, tutti i corsi d'acqua nei quali vi sia una presenza di pesce sufficiente, secondo il loro metro, a giustificare queste incursioni. Agiscono con mezzi vietati, per raccogliere il maggior quantitativo di pesce nel minor tempo possibile: con l'elettricità, con reti lunghe centinaia di metri, che devastano l'ecosistema, con funi immerse innescate con centinaia di ami, che sortiscono il medesimo, devastante, risultato.
Il pescato viene poi lavorato sul posto e commercializzato, anche all'estero, dopo un trasporto senza alcuna garanzia igienico sanitaria. Un flagello che si è cercato di combattere in vari modi, grazie anche all'impegno delle forze dell'ordine, ma che non è per nulla debellato. Di recente, è stata approvata una nuova legge proprio per contrastare questo fenomeno.
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“La questione del bracconaggio nel Delta del Po è purtroppo ben nota e da tempo sotto osservazione”, sottolinea da parte sua il sindaco di Porto Tolle Roberto Pizzoli, evidenziando come le istituzioni, dalla Regione alla Polizia provinciale, siano impegnate con controlli e interventi mirati per contrastare il fenomeno. “Anche in questo caso, come in altri episodi segnalati lungo il Po, siamo di fronte a situazioni che vengono costantemente monitorate. Sono già state messe in campo diverse azioni per limitare il problema, ma si tratta di un fenomeno complesso, spesso legato ad attività organizzate e completamente illegali, estranee al mondo della pesca sportiva”
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