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Sventata un'evasione da film

Erano organizzati e decisi a tutto, sarebbe entrato in azione anche un elicottero

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"A seguito dello svolgimento di un’attenta e costante opera di vigilanza e osservazione da parte del personale di Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Rovigo, è stato possibile rinvenire, durante un’attività di controllo e perquisizione di sicurezza all’interno dell’Istituto penitenziario, alcuni dispositivi cellulari illegalmente introdotti nella sezione alta sicurezza e nascosti in aree comuni della predetta". Lo spiega il comunicato stampa che dà conto dell'attività investigativa e dei suoi risultati.

"A seguito di denuncia dei fatti alla Procura della Repubblica di Rovigo da parte della polizia penitenziaria - prosegue la nota - è stato iscritto procedimento penale per il reato di accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti di cui all’art. 391 ter c.p. e la Procura di Rovigo, che ha coordinato le indagini, ha delegato alla polizia penitenziaria lo svolgimento di ulteriori approfondimenti investigativi, disponendo accertamenti tecnici su dispositivi cellulari rinvenuti e acquisendo in tal modo concreti elementi che dimostravano la pianificazione di un’evasione dalla Casa Circondariale di Rovigo da parte del detenuto B.L., oggi ristretto al regime detentivo speciale di cui all’art. 41-bis, co. 2, o.p., evasione che si sarebbe dovuta attuare mediante il coinvolgimento di soggetti esterni nonché l’impiego di un elicottero e la successiva fuga all’estero, anche attraverso possibili azioni cruente".

"Nell’immediatezza il Comandante del Reparto e il Direttore dell’Istituto avviavano attività urgenti operative per la definizione delle necessarie, straordinarie e cogenti misure di sicurezza atte a prevenire ed impedire l’attuazione dello scoperto piano di evasione, nonché atte a tutelare l’ordine e la sicurezza dell’Istituto e a preservare l’incolumità personale di tutti gli operatori penitenziari e degli altri ristretti, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Rovigo che coordinava le indagine. Previo assenso dell’Autorità Giudiziaria, è stata data notizia immediata di quanto scoperto ai superiori uffici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di Roma, del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di
Padova e al Sig. Prefetto di Rovigo per gli aspetti inerenti la sicurezza pubblica, con intensificazione della vigilanza esterna all’Istituto penitenziario atta a rafforzare i livelli di sicurezza perimetrale e di alcuni luoghi sensibili della città di Rovigo".

"Con questa fondamentale operazione - chiude la nota - coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica rodigina, il Reparto di Polizia Penitenziaria della Casa circondariale di Rovigo comandato dal Dirigente di Polizia Penitenziaria ha dimostrato di saper contribuire, in modo decisivo, all’interruzione di condotte costituenti reato e al mantenimento dell’ordine e della sicurezza
dell’istituto detentivo, nonché di quella pubblica. Il procedimento penale è in fase di indagine preliminare e la responsabilità penale può essere accertata solo con sentenza passata in giudicato".

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