Cerca

lendinara

Una grande mostra, un orgoglio per la città

Il taglio del nastro

E’ stata presentata oggi, venerdì 24 aprile, al teatro comunale Ballarin di Lendinara, la mostra “Carlo Levi e il Polesine. Arte, politica e cronache della terra dei grandi fiumi”, un’esposizione ricca di opere e documenti d’archivio che sarà visitabile fino al 18 luglio nelle sale della cittadella della cultura.

Ad aprire l’evento sono stati i saluti istituzionali del sindaco di Lendinara Francesca Zeggio, che ha voluto ringraziare il direttore della Cittadella, Nicola Gasparetto e tutto lo staff per aver preparato “una mostra degna della fiducia che ci avete dato, un momento importante per la città di Lendinara, che ha gettato le basi per una mostra che ha un respiro internazionale”.

Non sono mancati i ringraziamenti a tutti gli attori che hanno reso possibile la realizzazione di questo importante appuntamento culturale, in particolare alla deputata Nadia Romeo e al questore di Rovigo, Antonino De Santis, oltre che a Provincia e Regione.
La parola è poi passata a Gilberto Muraro, presidente della Fondazione Cariparo, che ha sostenuto la realizzazione del progetto. “Nel suo mandato a Lendinara ha dato tanto”, ha ricordato Zeggio.

“Lendinara dà il buon esempio - ha sottolineato il presidente della Fondazione Cariparo - e mostra come la cultura sia il collante della comunità. La Fondazione ha fatto anche progetti importanti, ma la massima soddisfazione non sono le opere costose, è l’incontro delle persone. Sono felice di finire il mio mandato qui a Lendinara”. La città di Lendinara ha voluto nominarlo primo socio della rinata Accademia dei composti.

Romeo, dal canto suo, si è detta orgogliosa per “un progetto così importante per tutto il Polesine. Sono tante le personalità che abbiamo e di cui dobbiamo essere fieri e provare a valorizzare in una rete che ci ha portato oggi qui”. La giornalista Fiammetta Benetton, che ha coordinato gli interventi, ha chiamato sul palco Claudia e Silvia Rizzi, che hanno contribuito all’esposizione visto il legame del nonno Livio Rizzi con Levi.

Nicola Gasparetto, direttore dell’Archivio Marchiori e curatore della mostra, ha ricordato come il lavoro per l’esposizione abbia preso corpo nel 2025 grazie al dialogo con il collezionista Luciano Zerbinati, in occasione del 50esimo anniversario della morte di Levi: “Giuseppe Marchiori, Livio Rizzi, Antonio Cibotto e Giampaolo Berto sono stati i tasselli fondamentali del legame di Levi con il Polesine. L’allestimento che abbiamo preparato è ambizioso, un passo in avanti rispetto alle esperienze precedenti”.

Ha poi voluto ringraziare i prestatori: oltre a Zerbinati e Rizzi, anche la Fondazione Carlo Levi di Roma, interlocutore privilegiato dell’esposizione, Pierantonio Tanzola, Mariafrancesca Azzi, Ernesto Damiani e l’Accademia dei Concordi di Rovigo per Berto. Luciano Zerbinati, collezionista e coideatore della mostra, ha voluto ricordare la scintilla dell’iniziativa: “L’obbligo della memoria per aver vissuto vent’anni una frequentazione con Giampaolo Berto, allievo di Levi, che mi ha trasferito i suoi ricordi”.
Andrea Patergnani, scrittore e storico, che con Chiara Perin ha contribuito all’allestimento del catalogo della mostra che verrà presentato nel mese di maggio, per i tipi di Rem Apogeo, ha invece ricordato la passione etica e politica di Carlo Levi, che ha impresso nella sua produzione di scrittore e pittore: “Levi si presta alla politica per amore della libertà e della patria, quella ereditata dal Risorgimento”.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400