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“Barricata non è Jesolo o Rimini”

A pesare la mancanza un Piano degli arenili che costringe gli operatori a rimuovere le strutture

“Barricata non è Jesolo o Rimini”

La bellezza incontaminata di spiaggia Barricata continua a stregare i visitatori anche fuori stagione, ma il volto selvaggio del litorale, suo principale punto di forza, nei giorni di grande afflusso rischia di trasformarsi in un boomerang. Il caso emerge dopo la segnalazione di un cittadino arrivato da Padova con la famiglia per Pasquetta: “Stabilimenti chiusi, impossibile comprare anche solo una bibita e totale assenza di servizi igienici”. Dietro questo deserto di servizi non c'è solo burocrazia stagionale, ma una storia amministrativa complessa che ha tenuto l'area sotto scacco per quasi due decenni.

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Dal 2005, infatti, la spiaggia è stata al centro di un contenzioso: un privato ne rivendicava la proprietà, aprendo uno scontro legale infinito con il Comune. La svolta è arrivata nel 2022, quando il Tar ha messo la parola fine, stabilendo definitivamente che l'area è demaniale, ovvero pubblica. Nonostante la sentenza abbia sbloccato un terreno congelato per anni, gli effetti non sono ancora visibili. Il sindaco Roberto Pizzoli chiarisce che Barricata vive oggi una fase di transizione: manca un Piano degli arenili operativo e, di conseguenza, non possono esistere concessioni stabili.

"Senza un piano definito - sottolinea - siamo costretti a lavorare con una fotografia dell'esistente, fatta di strutture temporanee e del continuo togli e metti”. A questo si somma il limite normativo, visto che la stagione balneare scatta ufficialmente a metà maggio. Prima di quella data, i servizi non possono essere attivati in modo strutturato.

Pizzoli rivendica però l'identità specifica del territorio: “Non siamo Rimini o Jesolo. La nostra forza è una spiaggia naturale e meno antropizzata”. Per uscire da questo stallo, dopo il verdetto sulla demanialità, il passo decisivo sarà l'approvazione del Piano degli arenili. Solo allora sarà possibile assegnare concessioni a lungo termine, tramite appositi bandi, dando stabilità agli operatori e permettendo servizi anche fuori dai mesi estivi. Fino ad allora, il territorio continuerà a muoversi su un equilibrio delicato: preservare un ambiente unico senza lasciare scoperti i bisogni di chi lo sceglie. Chi decide di visitare Barricata in primavera deve farlo sapendo di entrare in un contesto dove la natura prevale sui servizi. Una scelta che premia chi cerca l’autenticità, ma che difficilmente può offrire le comodità tipiche delle località balneari più blasonate.

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