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Cannabis, riaperto il dossier

Riparte l’iter del ddl popolare

Cannabis, riaperto il dossier

Dopo oltre un anno e mezzo di stallo, il Senato avvia l’esame della proposta di legge di iniziativa popolare sulla cannabis, sostenuta da più di 54mila firme. Il testo, incardinato nelle commissioni Giustizia e Sanità, punta alla depenalizzazione della coltivazione domestica per uso personale, introducendo un impianto normativo che ridefinisce limiti, controlli e tutele.

Il disegno di legge, noto come “Io coltivo”, consente fino a quattro piante femmine per uso personale, apre alla coltivazione collettiva tramite associazioni autorizzate e regola la circolazione interna tra associati entro soglie stabilite. Il quadro prevede inoltre obblighi di tracciabilità, requisiti autorizzativi e misure sanitarie, delineando un sistema alternativo alle sanzioni penali tradizionali per chi rispetta le condizioni fissate.

Lo sblocco arriva dopo le pressioni delle associazioni promotrici, che avevano denunciato il ritardo rispetto ai tempi previsti dal regolamento parlamentare, arrivando a minacciare un ricorso alla Corte costituzionale. Le norme impongono infatti un avvio rapido dell’esame e tempi certi per la conclusione, già ampiamente superati.

Il percorso si apre ora con un ciclo di audizioni, con scadenza fissata per l’indicazione degli esperti da ascoltare. Il relatore, Gianni Berrino di Fratelli d’Italia, ribadisce la linea contraria del suo partito sulle droghe, ma riconosce la necessità di procedere con il confronto parlamentare su un tema definito “delicato”.

Sul piano politico, il quadro resta frammentato. Il Partito democratico accoglie positivamente l’avvio dell’esame, pur senza una posizione unitaria, e intravede possibili effetti nella riduzione della pressione sul sistema carcerario e nel contrasto alla criminalità. Una lettura contestata dal relatore, che ridimensiona l’impatto del provvedimento sul sovraffollamento delle carceri.

Decisivo potrebbe essere il ruolo di Forza Italia, che al momento mantiene una posizione attendista. All’interno del partito convivono sensibilità diverse e non è escluso che, come già accaduto su altri temi etici, possano emergere aperture parziali. Intanto, la linea ufficiale resta prudente e non favorevole a modifiche sostanziali.

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