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Pordenone

Cornacchia sotto accusa

Aggressioni ai residenti, il Comune dispone la cattura

Cornacchia sotto accusa

A Pordenone torna l’allarme legato alla presenza di una cornacchia ritenuta pericolosa, protagonista negli ultimi giorni di ripetuti attacchi ai danni di alcuni abitanti. L’episodio più recente ha coinvolto una donna e i vicini, colpiti alla testa e rimasti con ferite e abrasioni, in un contesto che ha rapidamente sollevato preoccupazioni per la sicurezza pubblica.

La segnalazione è giunta agli uffici comunali attraverso un familiare della donna residente in via Damiani, indicando comportamenti aggressivi riconducibili con ogni probabilità alla difesa del nido situato nelle vicinanze dell’abitazione. Le verifiche condotte dal Corpo forestale regionale hanno confermato la presenza di corvidi e di piccoli, elemento che spiegherebbe la reazione territoriale dell’animale.

Di fronte alla situazione, il sindaco Alessandro Basso ha firmato un’ordinanza urgente per consentire un intervento mirato. Il provvedimento autorizza l’installazione di una gabbia-trappola nei pressi dell’area interessata, con l’obiettivo di catturare l’esemplare responsabile degli attacchi. La sorveglianza del dispositivo è stata affidata al segnalante, incaricato di monitorare quotidianamente la struttura e di contattare le autorità competenti in caso di cattura, garantendo al contempo la liberazione di eventuali altre specie coinvolte accidentalmente.

Una volta catturato, il volatile sarà trasferito lontano dalle zone abitate oppure gestito secondo le procedure previste dalla normativa vigente. L’intervento si inserisce in un quadro normativo che, in casi di rischio per le persone, attribuisce ai Comuni la responsabilità diretta, superando i limiti del piano regionale di controllo della specie.

Non è la prima volta che la città si trova ad affrontare episodi simili. Nel 2022 una cornacchia aveva esteso i propri attacchi anche a passanti e studenti, tra la zona della stazione e alcuni quartieri residenziali, causando ferite rilevanti. Anche allora si rese necessario l’intervento dell’amministrazione, guidata da Alessandro Ciriani, con un provvedimento analogo che suscitò un ampio dibattito pubblico e l’intervento di associazioni animaliste.

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