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Il caso

Ex rugbista fermato con chili di droga

Era insieme alla fidanzata, finito ai domiciliari al termine di un'operazione della Guardia di finanza

Ex rugbista fermato con chili di droga

Guardia di Finanza

Un’operazione della Guardia di finanza bassanese contro il traffico di droga si è chiusa con l’arresto di Engjel Makelara, 29 anni, ex rugbista con trascorsi ai massimi livelli del movimento veneto e nazionale. Il giovane, residente a Romano d’Ezzelino, è finito ai domiciliari insieme alla fidanzata Clarissa Festa, anche lei coinvolta nell’inchiesta.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nella disponibilità della coppia sarebbero stati trovati oltre 250 grammi di cocaina, più di tre chili di marijuana e ulteriori quantitativi di ketamina, mdma e hashish. Un sequestro ritenuto dagli inquirenti di particolare rilievo, tale da far scattare le misure cautelari nei confronti dei due fidanzati.

Sul caso resta però il massimo riserbo. Dal comando delle Fiamme gialle non filtrano ulteriori particolari sull’operazione, eseguita la scorsa settimana. La notizia, anticipata giovedì sera da Bassano Notizie, ha avuto forte eco anche fuori dal Bassanese, soprattutto nel mondo del rugby. Makelara, nato a Debar, in Macedonia, da genitori albanesi, aveva iniziato a giocare con la palla ovale da adolescente, mostrando presto qualità fisiche e tecniche. Dopo gli esordi nel Bassano, era approdato alle giovanili della Benetton Treviso, conquistando titoli nazionali Under 16 nel 2012 e Under 18 nel 2014.

Nel suo percorso sportivo figurano anche convocazioni nelle selezioni azzurre giovanili. Nel 2014 era stato chiamato dal ct Alessandro Troncon per il tour estivo dell’Italia Under 20 in Irlanda, poi saltato per infortunio. In seguito era entrato nel giro del Sei Nazioni Under 20 e, nel febbraio 2019, era stato inserito nella rosa della Nazionale maggiore per il Sei Nazioni, in sostituzione dell’infortunato Oliviero Fabiani.

Dopo l’esperienza alla Benetton, conclusa nella stagione 2019-2020 in Pro14, Makelara era passato al Petrarca Padova, in Top12. Proprio durante la militanza padovana, nel 2021, era già finito al centro di una vicenda legata alla droga: il Tribunale nazionale antidoping lo aveva sospeso dopo la positività alla Carboxy-THC, metabolita della cannabis, rilevata in seguito al controllo effettuato dopo la partita Petrarca Padova-Femi CZ Rovigo del 27 marzo 2021.

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