VOCE
INPS
26.04.2026 - 07:35
Una data si impone all’attenzione di migliaia di lavoratori impegnati in attività logoranti: 1° maggio 2026. Entro questo termine deve essere presentata all’Inps la richiesta di riconoscimento dei lavori usuranti, passaggio indispensabile per accedere alla pensione anticipata prevista nel 2027. Non si tratta di una semplice formalità amministrativa. Il mancato rispetto della scadenza può comportare un rinvio dell’uscita dal lavoro, con effetti concreti sul piano economico e sulla pianificazione personale.
Il quadro normativo non lascia spazio a interpretazioni generiche. Non ogni attività faticosa consente l’accesso al beneficio. La legge individua con precisione le mansioni considerate usuranti o gravose, includendo contesti lavorativi caratterizzati da condizioni particolarmente difficili o ritmi produttivi intensi. Rientrano, tra gli altri, i lavori svolti in galleria, cava o miniera, così come quelli in ambienti ad alte temperature, tipici delle fonderie. Sono comprese anche le attività legate alla catena di montaggio, dove i tempi sono scanditi da cicli serrati e ripetitivi.
Il nodo centrale resta la dimostrazione. Non è sufficiente dichiarare la natura pesante del proprio impiego: è necessario che l’attività rientri nelle categorie previste e che venga documentata in modo puntuale, con riferimenti precisi ai periodi lavorativi interessati. In assenza di tali requisiti, il diritto al pensionamento anticipato può venire meno, con il rischio di perdere o posticipare l’accesso all’assegno.
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