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VERONA

Tecnologia e solidarietà per salvare vite

Donazione da 71 mila euro potenzia la rete mondiale dei trapianti

Tecnologia e solidarietà per salvare vite

Al Centro di Criopreservazione delle cellule staminali emopoietiche e dei linfociti dell’Uoc di Medicina trasfusionale di Borgo Roma, guidato dal dottor Giorgio Gandini, arrivano nuove tecnologie di ultima generazione destinate a rafforzare un’attività cruciale per la sanità internazionale. La dotazione, composta da contenitori refrigeranti avanzati e strumentazioni altamente specializzate, è stata donata dall’associazione Adoces con un contributo complessivo di 71 mila euro, a sostegno di un sistema che consente di salvare vite ben oltre i confini nazionali.

Nel laboratorio veronese, le cellule staminali vengono raccolte, trattate e inviate in tutto il mondo, seguendo le indicazioni del registro internazionale dei donatori. Le spedizioni sono costanti e capillari: solo negli ultimi giorni, campioni biologici sono stati destinati a Paesi lontani come Nuova Zelanda, Canada e Australia, mentre con cadenza settimanale partono invii verso il continente americano.

Il Veneto si conferma snodo strategico nel panorama italiano, contribuendo a circa il 30% delle donazioni complessive, con Verona in prima linea. La struttura trasfusionale rappresenta da anni un riferimento per Veneto e Trentino-Alto Adige, con una quota significativa delle cellule staminali raccolte a livello nazionale da donatori non consanguinei.

Tra le tecnologie introdotte, spicca il sistema “Ice Cube”, che consente una crioconservazione controllata e progressiva delle cellule fino a temperature estremamente basse. Il processo evita danni strutturali, preservando la funzionalità biologica grazie a un raffreddamento graduale che limita lo stress cellulare. Le sacche vengono poi trasferite in contenitori specializzati, mantenuti a temperature inferiori ai -180 gradi, garantendo una conservazione ottimale anche nel lungo periodo.

Fondamentale anche il ruolo dei contenitori “Voyageur”, progettati per il trasporto in sicurezza del materiale criopreservato. Grazie all’impiego di azoto in fase assorbita, questi sistemi assicurano stabilità termica e massima sicurezza, eliminando i rischi legati alla presenza di liquidi durante la movimentazione.

Accanto all’innovazione tecnologica, resta centrale il contributo umano. L’associazione Adoces continua a operare sul territorio veronese promuovendo la cultura della donazione e incentivando l’iscrizione al registro, in particolare tra i più giovani. Proprio in questi giorni, studenti maggiorenni di un istituto tecnico cittadino hanno avviato il percorso di tipizzazione, ampliando il bacino dei potenziali donatori e aumentando le possibilità di cura per i pazienti in attesa di trapianto.

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