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Velo e lavoro, il caso che divide la Francia

Dipendenti licenziate dopo il cambio di regole aziendali

Velo e lavoro, il caso che divide la Francia

Alcune lavoratrici raccontano di essere state assunte anni fa mentre indossavano l’hijab e di non aver mai avuto contestazioni sul loro abbigliamento. Oggi, però, quelle stesse scelte personali sarebbero diventate il motivo del loro allontanamento dall’azienda con l’accusa di grave cattiva condotta.

Il caso riguarda Elior, filiale del gruppo Derichebourg attiva nel settore del catering, finita al centro delle polemiche in Francia dopo un improvviso cambiamento delle regole interne. Secondo quanto riportato da un’inchiesta del sito Mediapart, diverse dipendenti sarebbero state convocate nei primi mesi del 2026 e informate di una nuova direttiva: il divieto di indossare simboli religiosi visibili durante il lavoro. La conseguenza, secondo le testimonianze, sarebbe stata immediata e drastica: togliere il velo o perdere il posto.

Tra le voci raccolte emerge quella di Aisata, che descrive una decisione già maturata prima ancora del colloquio formale. Le dipendenti avrebbero avuto pochi giorni per adeguarsi, in un clima percepito come imposto dall’alto e privo di reale confronto. Un’altra lavoratrice, Turkan, sottolinea la contraddizione tra le campagne aziendali dedicate all’inclusione e la nuova linea adottata nei luoghi di lavoro.

L’azienda, dal canto suo, respinge le accuse di discriminazione e parla di provvedimenti individuali legati al mancato rispetto di nuove regole interne. La modifica del regolamento, avvenuta nel 2026, viene giustificata come parte di un processo di standardizzazione delle norme aziendali, in particolare nei contesti collegati a servizi pubblici. Le nuove disposizioni introdurrebbero un principio di neutralità nei luoghi di lavoro a contatto con il pubblico.

Sul piano giuridico, però, il caso apre interrogativi. Secondo una legale esperta di diritto del lavoro, la proporzionalità dei licenziamenti sarebbe discutibile, anche in assenza di richiami precedenti. Il nodo centrale riguarda la possibile discriminazione indiretta, qualora si dimostrasse che la misura colpisce in modo specifico un determinato gruppo di lavoratrici.

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