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Venezia, corpo senza vita nel Canal Grande

Un recupero all’alba, la salma coperta da un telo vicino alla stazione Santa Lucia

Venezia, corpo senza vita nel Canal Grande: il mistero davanti alla stazione che interroga la città

Un recupero all’alba, poche certezze e molte domande: cosa sappiamo finora del ritrovamento in Canal Grande e perché quel tratto d’acqua è così insidioso

All’altezza delle sedute di marmo che guardano i pontili, proprio dove i viaggiatori sfilano trascinando trolley e fretta, l’acqua del Canal Grande ha restituito un corpo. È successo nella mattinata di domenica 26 aprile, davanti al piazzale della stazione di Venezia Santa Lucia: una scena spiazzante nella parte più attraversata e, insieme, più fragile della città. Secondo le prime informazioni, si tratta di un uomo. Le circostanze della morte non sono ancora chiare: sul tavolo degli inquirenti restano diverse ipotesi, dalla caduta accidentale alla possibilità di un gesto volontario o di un malore. Mentre si completano le operazioni di riconoscimento, il “buco” della mattina — la calma prima del flusso dei pendolari e dei turisti — diventa il tempo sospeso in cui Venezia si fa domande.

Il punto del ritrovamento è tra i più familiari e insieme più delicati del centro storico: la fondamenta di Santa Lucia affacciata sul Canal Grande, in vista del Ponte degli Scalzi e a breve distanza dal Ponte della Costituzione. Quello che ai non veneziani può apparire come una grande piazza d’acqua è in realtà un corridoio di transito continuo, con correnti variabili legate a marea e traffico, e gradoni scivolosi colonizzati da alghe. In questo tratto, ogni scivolata può trasformarsi in un incidente grave in pochi secondi: chi finisce in acqua, vestito e magari con uno zaino, combatte contro galleggiabilità ridotta, risucchi e freddo anche in mezza stagione. La conformazione del sito e la cornice monumentale sono note: la stazione sorge nel sestiere di Cannaregio, sul margine occidentale del canale, in asse con gli imbarchi pubblici e privati che concentrano il traffico verso Piazzale Roma.

La notizia è stata diffusa in mattinata da La Nuova Venezia, che ha riferito del recupero della salma, del coinvolgimento delle forze dell’ordine e dell’ipotesi — fra le altre — di una caduta accidentale. Gli accertamenti di polizia e le operazioni di identificazione sono in corso: al momento non vengono fornite generalità o elementi certi sulle cause. È il classico perimetro di un’indagine di “morte in acqua” a Venezia, che prevede acquisizione di segnalazioni, verifica di eventuali riprese video dai sistemi di sorveglianza, sopralluogo tecnico sui punti di accesso al canale e, quando possibile, raccolta di testimonianze.

Nei casi di recupero di una persona in acqua, l’intervento tipico coinvolge i sommozzatori dei Vigili del fuoco e i sanitari del Suem 118, con il supporto della Polizia di Stato, della Polizia locale e, quando necessario, dei Carabinieri. L’area interessata può essere temporaneamente interdetta al traffico acqueo per consentire le operazioni e preservare gli elementi utili alle indagini. In circostanze analoghe recenti, davanti a Santa Lucia, la dinamica operativa è stata proprio questa: un recupero nelle prime ore del mattino, attivazione dei soccorsi e interdizione provvisoria del braccio di canale antistante la stazione per il tempo strettamente necessario. Sono prassi consolidate in una città dove l’acqua è strada, confine e, purtroppo, talvolta teatro di tragedie.

La stazione di Venezia Santa Lucia è il principale varco ferroviario della città storica: ogni giorno convoglia migliaia di persone che, in pochi minuti, passano dall’ambiente chiuso del treno alla soglia aperta del Canal Grande. La presenza di imbarcaderi, ponti e scale di pietra crea una compresenza di flussi pedonali e acquei che richiede attenzione costante. Basti pensare che proprio qui s’innestano due dei quattro ponti pedonali sul Canal Grande, Ponte degli Scalzi e Ponte della Costituzione, determinando stringenti vincoli di manovra per il traffico acqueo e spazi di attesa affollati in superfice. È anche uno dei punti dove l’escursione di marea — sommata al moto ondoso — può rendere particolarmente insidiosi i gradoni di discesa.

Negli ultimi anni non sono mancati ritrovamenti simili lungo il Canal Grande, inclusi casi avvenuti nelle primissime ore del mattino davanti alla stazione Santa Lucia. Pur trattandosi di episodi tra loro diversi e non sovrapponibili, raccontano una costante: l’intervento tempestivo dei sommozzatori dei Vigili del fuoco, la messa in sicurezza dell’area, gli accertamenti della Procura e il lavoro di incrocio tra dati medico-legali e informazioni di contesto. È accaduto, ad esempio, nell’ottobre 2025, quando fu recuperato il corpo di un uomo nelle acque antistanti la stazione, con indagini poi orientate a comprendere tempi e circostanze dell’ingresso in acqua. Questi precedenti aiutano a capire come si struttura l’inchiesta, non a scrivere conclusioni affrettate sul caso odierno.

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