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Fuori controllo, cerca di introdursi nel comando provinciale dei carabinieri

Bloccato mentre scavalcava, reagisce con violenza: arrestato

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Alterato, totalmente fuori controllo, un giovane tunisino ha cercato, secondo le contestazioni, la notte scorsa, di introdursi al comando provinciale dei carabinieri. Operazione che, ovviamente, non è possibile compiere senza essere notati e tempestivamente bloccati. Così come è effettivamente avvenuto, con i militari che hanno bloccato il ragazzo mentre stava scavalcando il muro di recinzione. Il 23enne, a quel punto, avrebbe reagito con violenza, finendo arrestato.

Lo conferma la nota della Procura. "Il Procuratore della Repubblica di Rovigo, dott.ssa Manuela Fasolato - spiega la comunicazione - in considerazione della rilevanza pubblica della notizia in rapporto alla comunità territoriale e per una doverosa correttezza dell’informazione, comunica che la Procura della Repubblica di Rovigo ha richiesto la convalida dell’arresto in flagranza con rito direttissimo e la misura della custodia cautelare in carcere di F.O., nato in Tunisia nel 2003, arrestato in flagranza di reato dai Carabinieri di Rovigo il 26/4/26 a Rovigo per fatti accaduti nella Caserma dei Carabinieri di Rovigo dove F.O. si era introdotto clandestinamente in orario notturno".

"La Procura di Rovigo ha richiesto la convalida dell’arresto di F.O. per il reato, in ipotesi accusatoria, di introduzione clandestina in luoghi militari di cui all’art. 260 comma 1 n. 1 e comma 3 c.p. per essersi introdotto clandestinamente e in orario notturno all’interno della Caserma del Comando Provinciale Carabinieri di Rovigo, zona in cui è vietato l’accesso nell’interesse dello Stato per ragioni di sicurezza pubblica; per il reato, in ipotesi accusatoria, di resistenza a pubblico ufficiale di cui all’art. 337 comma 2 c.p. e 61 n. 2 c.p. per aver, con l’aggravante di aver agito per assicurarsi l’impunitàusato violenza nei confronti degli ufficiali e degli agenti dei Carabinieri che lo avevano fermato e stavano compiendo un atto del proprio ufficio, con spintoni, calci, sputi e tentati morsi cagionando agli operanti lesioni; per il reato,  in ipotesi accusatoria, di aver cagionato lesioni personali a 4 Carabinieri, di cui agli artt. 81 cpv, 61 comma 2, 582 e 583 quater c.p. con l’aggravante di aver agito per assicurarsi l’impunità dopo i fatti di cui ai precedenti reati, al precedente capo 1, nel corso della resistenza".

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