VOCE
ARIANO NEL POLESINE
27.04.2026 - 04:54
I carabinieri della stazione di Taglio di Po hanno denunciato una donna di 43 anni, residente nel Ferrarese, per l’ipotesi accusatoria di “inosservanza di divieto di ritorno” stabilito con foglio di via obbligatorio dell’autorità provinciale di pubblica sicurezza.
“I Carabinieri di Taglio di Po - spiega la nota stampa - di Taglio di Po infatti, dopo aver notato l’interessata nei pressi di un esercizio commerciale di Ariano nel Polesine, hanno provveduto ad una sua completa identificazione. A seguito degli accertamenti svolti sul posto è emerso che la quarantaduenne era soggetta ad un Divieto di Ritorno nel Comune di Ariano nel Polesine per la durata di 3 anni, emessa dal Questore di Rovigo nel mese di gennaio 2026. Alla richiesta di informazioni da parte degli operanti sul perché fosse tornata nella città nonostante le fosse vietato, la donna non ha saputo fornire alcuna giustificazione valida e pertanto è stata deferita in stato di libertà per la violazione del divieto di ritorno. Tale misura di prevenzione personale si era resa necessaria a seguito di un grave episodio verificatosi nell’autunno del 2025; in quell'occasione, a seguito di una chiamata al 112, i Carabinieri erano intervenuti nel centro abitato di Ariano nel Polesine per la presenza della donna, che stava brandeggiando una catena all'indirizzo dei passanti, proferendo frasi minacciose. Alla vista dei militari inoltre la donna – gravata da numerosi precedenti penali e di polizia - aveva assunto un atteggiamento scontroso e non collaborativo, consegnando poi spontaneamente la catena d’acciaio usata per spaventare la cittadinanza. Per tale episodio, i Carabinieri di Ariano nel Polesine avevano deferito alla Procura della Repubblica di Rovigo la donna per il reato di possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere, ed il suo comportamento era stato al contempo prospettato all’autorità di pubblica sicurezza della provincia di Rovigo come un concreto pericolo per la sicurezza e la tranquillità pubblica di quel comune polesano, ottenendo dalla Questura l’emissione del divieto di ritorno.
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