VOCE
rovigo
28.04.2026 - 09:00
Va bene mettere in sicurezza la ferrovia. E va bene anche pulire la vegetazione scomposta e potenzialmente pericolosa lungo i binari. Ma se questo fosse fatto per potenziare il trasporto ferroviario. E, soprattutto, se fosse fatto rispettando le norme. Cosa che, invece, a quanto pare non accade.
Perché a primavera inoltrata, lo dice il regolamento comunale del verde, ma anche la Direttiva Uccelli, non si procede con abbattimenti che possano mettere a rischio la vita degli uccellini e i loro nidi. Invece, in questi giorni, lungo la linea ferroviaria Rovigo-Verona, Fra Grignano e Roverdicrè, per circa quattro chilometri, fino a Costa, le motoseghe hanno abbattuto decine e decine di alberi. Più d’uno obietterà: “Ma hanno fatto bene: sicurezza e pulizia”. Vero, però, che la stessa ordinanza emessa dal sindaco Valeria Cittadin lo scorso 9 gennaio, su precisa richiesta di Rfi, intimava i privati proprietari di terreni a non “far crescere piante o siepi che possano interferire con la sede ferroviaria e che i terreni adiacenti, destinati a bosco, non possano distare meno di 50 metri dalla rotaia più vicina”, con l’obbligo di intervenire “entro 15 giorni”. Di tempo, Rfi stessa, ne ha fatto passare un bel po’ in più.
Tuttavia, a parte che 50 metri sono una distanza enorme e, in altri Comuni, è di 5 o 6 metri, il vero problema, oltre al dispiacere di veder scomparire intere fasce boscate in un momento storico in cui anche i bambini sono consapevoli che questo è un danno ecosistemico, il problema è proprio il periodo dell’anno in cui si è scelto di intervenire. Secondo il regolamento comunale, addirittura le potature sono consentite “per le specie decidue nel solo periodo autunno/inverno; per le specie sempreverdi nei periodi di riposo vegetativo (indicativamente dal 1 novembre al 15 marzo e dal 1 luglio al 31 agosto)”. E l’articolo 23 recita: “In ottemperanza a quanto disposto dalla legge 157 del 1992 in materia di protezione della fauna selvatica è fatto divieto di abbattere o potare alberi e arbusti che presentino nella chioma nidificazioni di uccelli di qualsiasi specie. Qualora sia assolutamente necessario, sarà premura del proprietario contattare le associazioni di protezione della fauna selvatica” e “mettere in atto tutte le azioni necessarie alla salvaguardia di nidi, uova o piccoli volatili presenti nei nidi”. Ecco, come commenta un agricoltore della zona, “Se lo avessi fatto io, mi avrebbero sanzionato per migliaia di euro”. Ma forse c’è chi è più “uguale” degli altri: gli alberi abbattuti das Rfi in vicolo Forlanini, dove sono stati ripiantati?
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