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Pfas, allarma per la contaminazione

Cresce la preoccupazione

Pfas, il sindaco: "Acqua potabile"

Prosegue il confronto sul possibile impatto ambientale e sanitario dei Pfba, composti appartenenti alla famiglia dei Pfas, al centro di un’indagine della Procura della Repubblica di Vicenza. Secondo l’ipotesi accusatoria, queste sostanze sarebbero fuoriuscite dai cantieri della Superstrada Pedemontana Veneta (Spv), determinando una contaminazione nel territorio vicentino. Addebiti che vengono respinti dal concessionario dell’opera, la società piemontese Sis-Spv, incaricata della progettazione, realizzazione e gestione dell’infrastruttura.

Il dibattito si è recentemente concentrato sulle caratteristiche e sulla possibile tossicità dei Pfba, composti a catena corta della più ampia categoria dei Pfas, già noti in Veneto per il caso legato all’ex stabilimento Miteni di Trissino. Nel corso di una seduta congiunta delle commissioni regionali Ambiente e Sanità, i tecnici intervenuti hanno evidenziato alcune differenze tra i Pfba e altri composti più studiati, sottolineando come questi ultimi presentino un tempo di permanenza nel sangue più breve e non tendano ad accumularsi come il Pfoa e il Pfos.

Un’impostazione che ha sollevato perplessità tra i banchi dell’opposizione. Il consigliere regionale Carlo Cunegato, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, è intervenuto sul tema con alcune osservazioni pubblicate nel bollettino del Consiglio regionale del Veneto del 27 aprile. Pur prendendo atto delle differenze evidenziate dai tecnici, Cunegato ha richiamato l’attenzione sul fatto che l’assenza di bioaccumulo nel sangue non equivalga automaticamente a una garanzia di innocuità.

A sostegno di questa posizione vengono citati studi scientifici, tra cui una valutazione dell’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (Epa), secondo cui i Pfba, pur non permanendo a lungo nel sangue, potrebbero accumularsi nei tessuti di alcuni organi, come fegato, tiroide e reni. Le ricerche disponibili, viene sottolineato, indicherebbero una possibile tossicità per l’uomo e una maggiore evidenza di effetti nocivi in alcune specie animali.

Nel corso della stessa seduta, i funzionari regionali hanno precisato che, allo stato attuale delle conoscenze, i Pfba non risultano classificati come cancerogeni. Tuttavia, è stato evidenziato come gli studi in materia siano ancora limitati e che non vi siano certezze definitive sugli effetti a lungo termine sull’organismo umano.

Il tema resta quindi al centro dell’attenzione istituzionale e scientifica, anche alla luce dei contributi di esperti internazionali, tra cui il professore Philippe Grandjean, che ha approfondito gli effetti dei composti fluorurati sulla salute. Sullo sfondo proseguono le attività investigative e gli accertamenti ambientali legati ai cantieri della Spv, mentre il confronto tra enti, tecnici e rappresentanti politici rimane aperto.

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