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ISOLA DI ALBARELLA

La nostra grande storia di carta

E’ una mostra davvero unica quella inaugurata sabato e curata da Edoardo Zambon

La nostra grande storia di carta

E’ stata inaugurata sabato 8 luglio, con grande successo, la mostra “Natura: storie e cartografie antiche”.

Grande soddisfazione per il curatore, Edoardo Zambon, e per il direttore generale di Albarella, Mauro Rosatti, che ha dichiarato: “Stiamo dando seguito ad un percorso importante, con tante inziative dedicate alla cultura e al piacere del sapere. Con questa mostra diamo il via al calendario di appuntamenti ‘Arte&Cultura’ con una rassegna di libri, la Milanesiana di Elisabetta Sgarbi e interessanti installazioni di arte moderna”.

Durante la presentazione, Zambon ha raccontato come è nata la passione per la cartografia.

“Fin da piccolo - ha spiegato - sono stato affascinato dalla storia, la geografia e l’arte in generale e con il corso del tempo, accompagnato dalla passione del papà, collezionista di stampe antiche, mi sono avvicinato al mondo della cartografia e della stampa antica; oltretutto, durante gli studi all’Università di Padova, lo studio dell’archeologia mi ha portato a dover frequentare corsi di topografia per le indagini dei territori, delle aree geografiche e dei siti archeologici oggetto di scavo”.

I contatti con docenti, antiquari e collezionisti, i numerosi viaggi di studio e vacanza lo hanno portato a visitare luoghi storici e particolari e rafforzato una passione che si è trasformata in un lavoro.

Da piccolo collezionista ad esperto in cartografia e stampe antiche, libri, documenti e manifesti antichi, dipinti, vetri e ceramiche artistiche.

L’idea della mostra sull’isola di Albarella è nata da un sentimento che appartiene alla storia familiare.

Zambon, in particolare, afferma “Adria e Rosolina sono i luoghi di provenienza della mia famiglia e in cui sono nato e cresciuto, crescere nel Delta del Po mi ha permesso di osservare questa terra che ha attraversato importanti processi storici e un lougo eccezionale dal punto di vista geografico, dai confini e percorsi naturali disegnati dall’acqua dei fiumi, delle lagune e del mare. Proprio questo ambiente, che posso definire un ambiente unico al mondo, e il suo sviluppo possono essere studiati dal punto di vista della cartografia”.

“Fin da piccolo - prosegue il racconto - aver visto da vicino il mondo della pesca e della caccia e contemporaneamente la mia sensibilità verso l’ambiente naturale hanno contribuito a far nascere in me l’interesse per la flora la fauna e l’ambiente vallivo di mare e lagunare”.

L’isola di Albarella rappresenta il luogo ideale da dove partire per narrare il Polesine, il Delta del Po ed il contesto naturalistico.

Le opere esposte sono tutte originali e nell’insieme percorrono uno spazio temporale di oltre quattro secoli.

A rappresentare la cartografia ci sono incisioni su rame all’acquaforte, molte colorate con acquerello d’epoca e litografie ed alcuni cabrei -disegni. Presenti anche preziose mappe delle due principali città più conosciute del Polesine: Rovigo e Adria.

Stampe antiche, incisioni in rame o litografie provenienti da grandi opere botaniche e naturaliste databili dal 700’ al ‘900 che raffigurano animali, piante e fiori e stampe dal tema marino con scene navali, porti, piroscafi.

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