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ADRIA

La partigiana “Fior di stelo”

Il libro sarà presentato venerdì 25 agosto alle 18

La partigiana “Fior di stelo”

Una storia raccontata in forma di romanzo. Un romanzo che vede protagonista una donna, ma la storia è vera. Una storia di ieri ma le ferite non sono ancora rimarginate, forse non lo saranno mai. E’ l’ultimo libro di Antonella Bertoli da titolo “Nome di battaglia Fior di Stelo” edito da Arcilibri.

Il libro sarà presentato venerdì 25 agosto alle 18 nella suggestiva cornice agreste della trattoria Alla Rosa in località Passionanza, a Bellombra. L’iniziativa è promossa dalla Biblioteca di Papozze in collaborazione con la Rosa, Anpi, Gruppo autori polesani e circolo Arci di Villadose la Boje. Introduce Paolo Rigoni, storico e referente della biblioteca comunale di Adria, quindi l’autrice sarà in dialogo con Luciana Passarella. Sono previsti alcuni intermezzi musicali a cura di Ivan Dall’Ara e Antonio Giovanni. Al termine aperitivo con degustazione di alcune prelibatezze tipiche locali di stagione offerte da Maria Romana Rigoni. Chi desidera può fermarsi a cena e proseguire il dialogo con l’autrice, consigliata la prenotazione chiamando al numero 042641300.

Ecco quanto si legge nel risvolto di copertina: “Enrichetta Adriana Giovannini chiamata Dobrilla, seconda di sette figli, era nata a Panarella nel 1919. Suo padre Luigi, chiamato Gigion, faceva il fornaio, anche i suoi fratelli e sorelle lavoravano al panificio, fino a quando Mussolini, preso il potere, non comincio a inviarli in Africa per costruire l’Impero”. Arrivano gli anni della Seconda guerra mondiale e della catastrofe, la guerra civile dopo l’8 settembre 1943. Dobrilla non ha dubbi da che parte stare. “Il padre, di fede socialista – prosegue la nota - li aveva cresciuti con l’anelito alla libertà e all’uguaglianza, così quando crebbe Dobrilla entrò nella Resistenza assumendo ruoli di organizzatrice, reclutando ribelli e cercando rifornimenti di armi, cibi e medicinali. Venne denunciata più volte alla Guardie Repubblichine, venne arrestata e tradotta prima nelle carceri di Rovigo poi in quelle di Piove di Sacco. Torturata e seviziata fu liberata all’indomani del 25 aprile”. Ma per veder riconosciuto il proprio status di partigiana dovette attendere fino al 1971. Morì a Garbagnate Milanese, dove si trasferì a seguito dell’alluvione del ’51, il 2 luglio 1980.

Scrive Antonella Bertoli nella prefazione: “Raccontare, sia pure in forma romanzata, la vita di una donna come Dobrilla, è stato per la sottoscritta un doveroso modo per renderle onore. Le fonti da cui ho attinto a piene mani sono innanzitutto le testimonianze di Mariastella, nipote della partigiana, il cui nome di battaglia fu Fior di stelo, che mi ha accompagnata nella ricerca archivistica con testimoni, donne e uomini, dei primi decenni del 1900 presso la Residenza Bottoni a Papozze e nelle interviste a figlie e a parenti. Se questo libro ha visto la luce è dunque anche e soprattutto merito suo. A lei, dunque, il mio più caloroso ringraziamento”.

E ancora: “In questo libro si intrecciano nomi e vicende reali e concreti ad altri immaginari e ideali inseriti a scopo narrativo: il tutto cercando di rispettare l’esigenza di verosimiglianza nel ricostruire ambienti e paesaggi, storie e personaggi delineandoli nel carattere e nell’aspetto così come mi sono stati descritti dai testimoni”.

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