VOCE
ADRIA
20.10.2023 - 18:00
Inizia con un colpo di scena l’incontro di Luigi Migliorini ieri pomeriggio al Cada: l’annuncio che sta scrivendo un romanzo che si intitolerà “Il killer di Albarella”. Ed ha anticipato l’incipit: una scena degna di una puntata di Csi o Top crime.
In attesa di questo nuovo libro, sicuramente affascinante e intrigante, che “non sarà autobiografico come i primi quattro” precisa l’avvocato e scrittore, oltre che prolifico articolista, Migliorini ha presentato la sua ultima fatica letteraria: “Strano ma vero”. Subito ha precisato il senso del titolo. “In queste pagine – dice – sono riportati tanti episodi che mi sono realmente accaduti sia nella mia esperienza professionale di avvocato, sia nella vita politica. Tante vicende che possono apparire quasi verosimili, oppure sconfinare nell’assurdità, o essere gonfiate, in realtà sono tutte vicende realmente accadute”.
Così l’incontro è scivolato via tra storie e aneddoti. Come quella volta, per esempio, quando iniziò il processo con oltre quattro ore di ritardo. Gli avvocati andarono a lamentarsi con la giudice, una donna, importante sottolineare, la quale ribattè stizzita, che non era stata a cincischiare. E rivolta a Migliorini chiese: “Lei ha qualcosa da ridire?”. Il quale replicò: “Guardi, signora giudice, io starei con lei fino a mezzanotte”. Risposta che lasciò senza parole la donna togata. Un pizzico di amarezza e nostalgia ha colpito l’avvocato nel ricordare i cambiamenti in atto nella “mi Adria” che ha perso, forse irrimediabilmente, lo charme e l’attrattività di qualche decennio fa. “Probabilmente – la sua analisi – si è diffuso un eccessivo senso di invidia e pettegolezzo”.
Nel presentare l’ospite, il referente culturale del Cada, Cesare Lorefice, ha sollecitato l’avvocato a raccogliere in una pubblicazione gli interventi settimanali pubblicati su “La Voce di Rovigo” ogni sabato dedicati ai personaggi della lirica. L’avvocato/scrittore non si è sbilanciato ma da autentico eccentrico/provocatore ha rilanciato: “Avendo ancora davanti un centinaio o forse più di anni da vivere, farò in tempo a fare tutto”. E così al pari di Pablo Neruba, come riportato nella quarta di copertina, anche Luigi Migliorini potrà dire: “Confesso che ho vissuto”.
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