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La figura di Aldo Moro e la sua capacità di ascoltare

La figura di Aldo Moro e la sua capacità di ascoltare

In Sala Gran Guardia mercoledì scorso è stata presentata l’ultima fatica letteraria dell’ex politico e giornalista Marco Follini. Noto per la sua militanza per anni nell’Udc, e che oggi restituisce la memoria di uno dei più grandi politici della Repubblica Italiana: Aldo Moro. Un modo di fare politica gentile e altruista, di quelli che, a detta di Follini, non ce ne sono più, ma si tratta di lezioni di vita che oggi dovrebbero essere ancora riprese dalla politica contemporanea.

L’incontro, per la presentazione del libro “Via Savoia. Il labirinto di Aldo Moro” edito da La Nave di Teseo, è stato organizzato dal gruppo politico culturale rodigino dedicato a Bachelet, e ha visto la partecipazione del sindaco Edoardo Gaffeo. A moderare l’incontro Andrea Borgato, presidente del gruppo dopo la introduzione di Francesco Milan, fondatore del gruppo stesso, anticipata da un minuto di silenzio dedicato alle vittime delle guerre in corso in ogni angolo del mondo.

“Abbiamo bisogno - ha detto Follini - di parlare ancora di Aldo Moro perché è una delle personalità maggiormente di spicco della politica italiana, ma non solo: il suo modo di fare politica era diverso, aveva una attenzione che nessun altro aveva e, anche se magari si dovevano aspettare due mesi per avere un incontro con lui, si sapeva che poi durante l’incontro si veniva ascoltati. Avremmo ancora molto da imparare, da questo senso delle istituzioni di cui sentiamo una grande mancanza”. E ha aggiunto: “Io ho avuto modo di conoscerlo quando ero giovane e ricordo di quanto avesse una grande attenzione nei confronti dei ragazzi, come li ascoltasse e li facesse parlare anche solo per una chiacchierata”.

La prospettiva di questo libro è diversa, anche geograficamente: “Ho voluto parlare della scelta di Aldo Moro di rimanere a debita distanza dai luoghi della politica per poter dividere la parte lavorativa da quella maggiormente personale. È via Savoia ad essere il punto di riferimento per lui, lontano dai problemi di palazzo. Ma è sempre in via Savoia che, come uomo delle istituzioni, sapeva accogliere chi, ospite gradito, aveva bisogno di lui. Per lui la politica era umanità”.

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