VOCE
Il convegno
22.11.2023 - 22:31
“Guardare al passato per capire il presente e prevedere il futuro”, scriveva Tucidide. Che è poi lo spirito che ha sempre guidato l’azione del Rotary a livello mondiale. E a proposito di Rotary, proprio in questi giorni si ricorda la fondazione del primo club in Italia, avvenuta il 20 novembre 1923 al Caffè Cova di Milano.
Un secolo nel corso del quale i club si sono moltiplicati sul territorio, adoperandosi per realizzare progetti di giustizia sociale, crescita e il miglioramento delle condizioni di vita dell’uomo, rispetto dell’ambiente e delle nuove generazioni.
Proprio partendo da questi principi, per ricordare i 100 anni dalla fondazione del primo Rotary in Italia, il Club Porto Viro-Delta Po, con il suo presidente Stefano Mazzuccato, ha deciso di mettere in cantiere un evento incentrato su No profit e Volontariato, per parlare del ruolo che hanno svolto e che svolgeranno in futuro per lo sviluppo di territori e comunità.
Prendiamo il Covid. In quei due anni il mondo del volontariato ha dato prova di efficienza contribuendo ad attivare reti di prossimità in territori non coperti dai servizi emergenziali ed implementare gli interventi dove erano già presenti presidi rivolti alla cittadinanza. Senza il mondo associativo la crisi avrebbe moltiplicato i costi sociali e in alcuni casi non avrebbe risparmiato fasce di popolazione più bisognose di aiuto. Hanno insomma confermato di essere quello che Ferruccio De Bortoli ha definito “un esercito. Il Capitale Sociale, formato da tante associazioni, laiche e cattoliche, impegnate in molteplici attività solidali, è così rilevante da costituire uno straordinario ammortizzatore sociale”.
E torniamo al Rotary Club Porto Viro-Delta che mette sul tavolo un incontro dedicato a: “La riforma del terzo settore e il ruolo del Rotary”. Dove Terzo settore è un insieme di enti di carattere privato che agiscono in diversi ambiti, dall’assistenza alle persone con disabilità alla tutela dell’ambiente, dai servizi sanitari e socio-assistenziali all’animazione culturale. Riconosciuto giuridicamente nel 2016, è composto da enti, imprese sociali, cooperative o anche semplici associazioni, ed è un motore importante dell’economia del Paese Un mondo la cui importanza è sotto gli occhi di tutti per quell’azione di inclusione capillare che il pubblico e il mercato non sono in grado i non hanno interesse di garantire. Proprio per questo è necessario aiutare le organizzazioni esistenti ad uscire dalla fase critica e al tempo stesso completarne la riforma.
Oggi, a distanza di 7 anni dall’entrata in vigore del Codice del Terzo settore, è pertanto possibile fare un bilancio delle opportunità e delle criticità di una riforma ancora da completare. E di questo si parlerà nel corso del convegno in programma in Sala Eracle, a Porto Viro, venerdì 24 novembre a partire dalle ore 16. Dopo i saluti del presidente del Club Porto Viro-Delta, Stefano Mazzuccato, sul palco si alterneranno relatori importanti, a partire da Matteo Ceolin, avvocato e professore ordinario di Diritto Privato nell’Università degli Studi di Padova che metterà le basi della discussioni illustrando “L’impianto della riforma del Terzo Settore”. Una riforma le cui problematiche applicative sono ancora in corso, come spiegherà Marco Ferrero, avvocato, e già portavoce del Forum Terzo Settore Veneto.
A seguire, ad Alberto Bisello, commercialista e socio del Rotary Club Padova Est, cui spetterà il compito di illustrare “Le opportunità fiscali e di fundraising previste dal codice del terzo Settore”. Argomento che verrà poi approfondito da Maria Gobbi, responsabile Digital Fundraising di MSC Foundation, e dal socio del club Cittadella-Alta Padovana, Fabio Streliotto. Gli interventi conclusivi, prima dei saluti di Stefano Mazzuccato, saranno a cura di Stefano Graanata, presidente di Federsolidarietà-Confcooperative (“L’impresa sociale come modello di sviluppo”) e Tiziana Agostini (“100 anni di impegno sociale, 100 anni di Rotary”).
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