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LA TRAGEDIA DI GIULIA

Nonna Carla riscrive il finale della storia

Presenterà il 29 in Pescheria Nuova un romanzo di riscatto

Nonna Carla riscrive il finale della storia

La nonna di Giulia Cecchettin presenterà il 29 in Pescheria Nuova un romanzo di riscatto

E’ un libro che parla di coraggio e di violenza di genere, ma soprattutto di forza e di autodeterminazione. Lo ha scritto, Carla Gatto, la nonna di Giulia Cecchettin, morta dissanguata per mano di chi diceva di amarla, l’ex fidanzato Filippo Turetta, ora in carcere a Verona. “Con lo zaino in spalla e...” è il primo romanzo di nonna Carla, residente a Beverare, lo ha scritto in un momento insospettabile, durante il Covid. Il 29 novembre alle 17.30 sarà presentato in Pescheria Nuova a Rovigo.

“Ho visto un treno e ho avuto l’ispirazione - racconta Carla - Parla di una ragazza che vuole cambiare vita, parte dal suo paese e trova un po’ di tutto, anche la violenza, psicologica, e con fatica arriva alla felicità”.

La coincidenza tra la sua storia e la realtà è agghiacciante: “Sono sempre stata un’attivista contro la violenza di genere - risponde Carla - io sono per le donne che hanno forza e coraggio e hanno la voglia e la forza di migliorare se stesse e di raggiungere delle mete”.

Ora la famiglia Cecchettin, Giulia, Elena, Gino e nonna Carla, loro malgrado, sono diventati una famiglia simbolo. “Giulia ha fatto di tutto per far capire che non voleva più stare con Filippo. Bisogna trovarsi dentro le situazioni per capire. Lei era troppo buona, era solare, era felice, era molto buona d’animo. Ha dato una chance di amicizia. Non c’era più rapporto amoroso. Ma frequentando la stessa università lui l’assillava. Ora di Giulia è stato detto molto, anche troppo. Facciamo supposizioni, ce lo domandiamo anche noi cosa sia successo. Ma come possiamo sapere... non era una mia confidente. Mi ha detto che si erano lasciati e io le avevo detto ‘hai fatto benissimo’. Lei aveva già fatto un’altra scelta come scuola, era innamorata del disegno”.

E questa nonna artista, anche molto nota a Rovigo e pluripremiata ora aspetta di dare l’ultimo saluto alla sua bambina. Pensando anche all’altra nipote, Elena, che è stata attaccata in un momento di massimo dolore. “Elena ha parlato molto bene, in maniera molto schietta ma allo stesso tempo con un certo linguaggio. Qualcuno ha travisato. E’ meglio lasciare correre su questo tema, ma lei è molto intelligente, tornerà a Vienna a studiare microbiologia, alla triennale ha preso 110 e lode”.

Un ultimo pensiero al figlio, che ha mostrato cosa significhi essere un vero uomo: mai una frase fuori posto, mai una dimostrazione di rabbia. “Gino è molto addolorato, nel giro di un anno la sua famiglia si è dimezzata. Ogni persona metabolizza il dolore a modo suo. Le parole sono superflue. Ora aspettiamo che ci diano il permesso per fare il funerale. La nostra famiglia è formata da persone che si aiutano a vicenda. E che il dolore non lo mostrano al mondo”.

Tornando a “Con lo zaino in spalla e...” nonna Carla mostra tutta la sua intraprendenza: “L’ho prodotto io e lo vendo io. Non è il primo che produco. A questo sono particolarmente affezionata. Veniamo ancora da una certa mentalità atavica della donna considerata inferiore all’uomo. La donna fa molta più fatica a raggiungere le sue mete nel lavoro e in tutto boicottata rispetto al maschio. Invece le donne sono forti e battagliere, così era la mia Giulia”.

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