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“Pastori, luce per gli altri”

Rassegna promossa da Attive terre

“Pastori, luce per gli altri”

 “Facesti come quei che va di notte, che porta il lume dietro e sé non giova, ma dopo sé fa le persone dotte”: questa citazione tratta dalla Divina commedia, precisamente Purgatorio XXII, 68-70, è stata il messaggio beneaugurante che don Luca Borgna ha ricevuto quando è stato ordinato sacerdote. E queste parole sono state lo spunto per iniziare la sua relazione alla rassegna dedicata ai “Pastori” promossa da Attive terre. Al rettore del seminario vescovile è stata chiesta una riflessione sul tema “Chi guiderà i pastori?”.

Ed ecco che la citazione dantesca è stata quanto mai utile e significativa. “Questo passo del Purgatorio – ha sottolineato il sacerdote – è riferito a Virgilio, la guida di Dante. Ma sono parole pronunciate da Stazio, poeta latino del I sec. d.C., che considerava Virgilio colui che lo aveva guidato ad essere poeta ed anche alla conversione al cristianesimo. Virgilio allora è la guida, potremmo dire il ‘pastore’ di Stazio. E lui lo riconosce, rilevando però che la luce che portava ‘sé non giova’. Infatti Virgilio non era cristiano, eppure aveva guidato alla conversione un poeta pagano. Senza saperlo portava una luce, che però non ha illuminato il suo cammino”.

A questo punto don Luca ha rispolverato un ricordo personale quando “la mia professoressa ci metteva in guardia perché c’è il rischio che chi fa la guida, o il pastore, si dimentichi di guidare se stesso”.

Ma la vicenda di Stazio e Virgilio dice qualcosa di più profondo e sorprendente: talvolta le guide e i pastori non sono quelli che ci si può aspettare. “Un poeta pagano come Virgilio – osserva il relatore - che fa convertire al cristianesimo un altro poeta, senza rendersene conto”. E questo in realtà è ciò che è capitato anche allo stesso don Luca: un’insegnante, che sempre si è definita non credente, ha dato preziosi consigli ad uno che si avviava a essere prete/pastore. “Tra tutti gli auguri ricevuti – sottolinea don Luca - forse il suo è stato quello tra i più incisivi”.

Particolarmente stimolante la riflessione del sacerdote quando ha focalizzato l’attenzione su tre “pastori” descritti nei “Promessi sposi”: don Abbondio, il cardinale Borromeo e fra Cristoforo. “I tre pastori di Manzoni – commenta don Luca – sembrano esser guidati dalla propria storia: don Abbondio dalla mediocrità della sua origine e della sua vocazione; fra Cristoforo dalla propria vicenda di peccato e redenzione, che lo rende un uomo concreto; il cardinale Federigo Borromeo dalla sua origine nobile: era nipote di San Carlo. I pastori del Manzoni – aggiunge - sono guidati dalla Provvidenza che nel romanzo è la vera protagonista. Tutto viaggia verso il bene, quindi anche i pastori sono dentro a questo scenario. Non agiscono del tutto in solitaria, sono legati e congregati dalla Provvidenza.”

La relazione del sacerdote è stata seguita, è proprio il caso di dire, in religioso silenzio e con la massima attenzione dal pubblico intervenuto nella sala conferenze della fondazione Bocchi. La “padrona” di casa, Elena Passadore, si è fortemente compiaciuta della presenza di don Luca, evidenziando “la rilevanza della tematica che, anche attraverso la varietà e autorevolezza dei relatori, Attive Terre ha saputo mettere in campo”.

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