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“Attivare la parte buona di noi”

Nel Giorno della Memoria

“Attivare la parte buona di noi”

Il paese ricorda la Shoah. Venerdì 26 gennaio, nella sala civica, l’amministrazione comunale, unitamente alla biblioteca civica, hanno organizzato un incontro con il professor Giorgio Munerato, presidente della biblioteca Comunale di Fiesso, relatore in occasione della Giornata della Memoria.

Presenti il sindaco Maurizio Passerini e la consigliera Marisa Chieregato per fare gli onori di casa. L’indagine è iniziata con un esauriente approfondimento della situazione socio economica e politica dopo la fine della prima guerra mondiale che aveva generato crisi, rivalità e forte inquietudine in Europa, soprattutto in Germania, uscita annientata dal conflitto. La rabbia sociale trovò facile bersaglio nella popolazione ebraica intesa come causa di tutti i mali. La Shoah, lo sterminio del popolo ebraico fu un abominio, la pagina più nera della storia dell’umanità.

Il relatore ha posto una serie di interrogativi, tra questi cosa significa fare memoria dell’olocausto. “Non è solo ricordare, conservare il ricordo di quella tragedia ma occorre individuare la strada per guardare al futuro, individuando i principi per la convivenza pacifica tra i popoli, combattere ogni forma di discriminazione, respingere la cultura dell’odio, favorire invece quella del dialogo, della tolleranza che ha le radici nella nostra costituzione ed è il fondamento di una società democratica e liberale che difende i diritti e stabilisce i doveri dei cittadini, garantisce libertà e mantiene la separazione dei poteri dello stato per un vivere civile e un futuro migliore e più giusto”.

Ha proseguito “E’ auspicabile una federazione di ‘Stati uniti d’Europa’, con un sistema di difesa comune e una politica estera condivisa, con una programmazione che ci permetta di affrontare e risolvere i tanti gravi problemi che caratterizzano questi ultimi anni e che ci ha garantito per lungo tempo pace e benessere economico”. Ha concluso con una considerazione che deve far riflettere, che porta ad un auto- osservazione. “Nel nostro patrimonio biologico e culturale possediamo dei geni che predispongono all’altruismo e all’empatia, altri invece portano all’egoismo e all’aggressività e violenza. L’impegno individuale deve attivare la parte buona che sta in ciascuno di noi”.

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