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IL LIBRO

Don Milani, “il prete dei bisognosi”

Il docente universitario Davide Dainese a confronto con il vescovo Pierantonio Pavanello

Don Milani, “il prete dei bisognosi”

“Parlare di don Milani è un’operazione difficile e rischiosa: uomo dai mille volti e personalità poliedrica, ricca di sfaccettature”. Così Davide Dainese, docente di storia del Cristianesimo all’università di Bologna, ha introdotto la presentazione del libro “Storia di μ. Ovvero Lorenzino don Milani” (edizioni Marietti) di Alberto Melloni, nell’incontro molto partecipato, da lui condotto, sabato pomeriggio nell’auditorium del seminario vescovile, alla presenza del vescovo di Adria-Rovigo Pierantonio Pavanello e del rettore del Seminario vescovile don Luca Borgna.

“Scopo del volume è di riportare don Lorenzo Milani, uomo complicatissimo, alla sua unicità di ‘prete cristiano’, senza criticità e attualizzazioni superficiali, un invitatorio alla conoscenza della sua parola e persona”, ha precisato Alberto Melloni, storico delle religioni, ordinario di storia del cristianesimo e titolare della cattedra Unesco all’ateneo di Bologna; socio dei Lincei, segretario della Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII, Chief Scientific Advisors della Commissione Europea, firma del “Corriere” e di RaiStoria.

E sull’unicità del priore di Barbiana ha centrato il suo intervento anche monsignor Pavanello: “La lettera μ (m greca), sottrae la figura di don Milani a una lettura precostituita, spesso ideologica e soggetta a incomprensioni, riconducendolo alla sua unicità. Egli non è espressione di una scuola ideologica, fragile e solitario fin dall’infanzia, la sua mirabile conversione coincide con la vocazione, al centro della sua esistenza, come ha riconosciuto anche papa Francesco lo scorso gennaio per il centenario della nascita. Da sottolineare, inoltre, il suo impegno educativo da servitore della parola attraverso la parola”.

Anche don Luca ha messo in luce la sua singolarità di “ebreo agnostico fattosi sacerdote: un prete spaventosamente normale, ma percorso da una vocazione più profonda del normale prete, una vocazione personale al servizio dei più poveri e bisognosi”.

Uomo non comune “per la situazione familiare da cui proveniva, ebrea agnostica da generazioni, scampata miracolosamente alle persecuzioni antisemite per essersi convertita in tempo al cristianesimo, coltissima e tanto benestante da non aver mai lavorato”, ha aggiunto l’autore, che ne ha curato anche l’Opera omnia.

“Il libro è da leggersi a più livelli: sia come biografia non biografia, che mette insieme i fotogrammi della singolare vita di Milani, ma anche a livello artistico, impreziosito dalle parole del cantautore Fabrizio De André e dalle foto di Oliviero Toscani”, ha chiosato Dainese.

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