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LE GRANDI MOSTRE

Sempre più capitale dell'arte: ecco Tolouse Lautrec

Inaugurato l'eccezionale allestimento a Palazzo Roverella

Rovigo con i grandi eventi espositivi a palazzo Roverella si avvia a bissare e superare i precedenti successi. Svelata oggi e da domani aperta a tutti fino al 30 giugno la tanto attesa nuova mostra su Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901), artista francese tra i più rappresentativi ed amati della Parigi di fin de siècle.

Promotori l’ormai consolidato “trio” della Fondazione Cariparo con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, oltre al sostegno di Intesa Sanpaolo. Proprio Michele Coppola, executive director Arte cultura e beni storici di Intesa Sanpaolo, ha osservato che si tratta di “una sfida complessa perché ormai palazzo Roverella compete con se stesso”.

In effetti, una volta conclusi i lavori di restauro del palazzo - di cui ha ripercorso la storia il neo presidente dell’Accademia dei Concordi Pierluigi Bagatin, fatto costruire dal cardinale Bartolomeo dell’importante famiglia polesana dei Roverella trasferitisi a Ferrara - oggi proprietà del comune di Rovigo, dal 2006 si sono succedute 28 mostre di arte e fotografia in un crescendo esponenziale di numeri, mentre la rinomanza per la qualità ed originalità dell’offerta saliva su un piano nazionale, da essere annoverata fra le più importanti proposte in Italia. Il tutto con “una significativa ricaduta anche sull’indotto turistico ed economico, aspetti anche cari alla Fondazione, oltre al sostegno alla cultura”, ha sottolineato il presidente della Fondazione Gilberto Muraro.


Dopo i saluti per il commissario del Comune di Rovigo portati dalla dirigente della sezione cultura Micaela Pattaro, hanno preso la parola i curatori per spiegare la mostra, prodotta da Dario Cimorelli editore: Francesco Parisi (già curatore di altre rassegne del Roverella), Fanny Girard (direttrice del Museo Toulouse-Lautrec di Albi) e Jean-David Jumeau-Lafond, con la collaborazione di Nicholas Zmelty (per la sezione Manifesti e Incisioni).

“Abbiamo pensato - ha detto Parisi - a una mostra che togliesse il cliché di un artista maledetto e relegato alla sola attività di creatore di manifesti per restituirlo all’arte, in quel calderone di presenze e sperimentazioni artistiche di fine secolo e nello stesso tempo evitando il riduttivo concetto di Belle Époque per cogliere la complessa vivacità della scena artistica parigina”.

Fanny Girard ha aggiunto che “l’esposizione presenta Toulouse-Lautrec non da solo, ma nella sua rete di amicizie artistiche e culturali nel contesto della Parigi del tempo, sottolineando la modernità e anche differenza di questo artista: figura poliedrica, pur nella sua breve produzione, grande disegnatore e litografo”.

L’ampia retrospettiva presenta 60 opere dell’artista su più di 200 opere complessive di contemporanei con diversi nomi illustri: Degas, Van Gogh, de Grosse, Rops, Maurin, Müller, Boldini. Jumeau-Lafond ha posto l’accento su alcuni aspetti della mostra legati al contesto epocale: dall’”importanza del Chat noir (primo cabaret artistico) e del Teatro d’ombra con i suoi grandi spettacoli, all’influenza del gruppo rivoluzionario delle “Arti incoerenti” alla sezione sull’assenzio, allora molto diffuso tra i giovani artisti, nonostante l’alta pericolosità”.

Con una sorpresa finale, ha chiuso l’incontro il pronipote di Toulouse-Lautrec, Betrand du Vignaud, storico dell’arte, il cui nonno era suo cugino ed amico, che ha portato nella mostra Marcel Proust, “con il quale l’artista aveva tante cose in comune, anche se non si sono mai frequentati, avendo preso strade diverse”.

Non mancherà la consolidata offerta didattica con visite guidate e laboratori per le scuole, visite tematiche ed eventi speciali per adulti e famiglie.
Nel pomeriggio, poi, la presentazione pubblica al teatro Sociale e il taglio del nastro a palazzo Roverella.

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