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CULTURA
18.03.2024 - 19:30
Interessante incontro, sabato, in villa Badoer a Fratta Polesine, introdotto dal sindaco Giuseppe Tasso, per presentare il libro “Andrea Palladio. La famiglia, l’opera, il suo tempo” (Itinera progetti) di Giampiero Olivetto, già giornalista di varie testate regionali e nazionali, del Giornale radio Rai e Gr Parlamento, vaticanista. Si tratta della sua seconda prova letteraria, dopo il lusinghiero primo titolo: “La dolce vita di Fraka, storia di Arnaldo Fraccaroli, cronista del Corriere della Sera”.
“Di Palladio architetto è stato scritto e detto di tutto, ma dell’uomo Andrea Palladio, si conosceva ancora molto poco prima del volume di Olivetto, ad incominciare dal nome vero che era Andrea di Pietro della Gondola, mentre il fortunato nome d’arte si deve al suo primo mentore: l’umanista Giangiorgio Trissino”, così la docente Rosanna Beccari, in dialogo con l’autore, ha introdotto l’incontro. “Un’opera interessante - ha proseguito - che, pur rispettando la rigorosità dell’inchiesta, nata dopo due anni di accurate ricerche, supportata da un ricco apparato illustrativo delle opere e dei progetti palladiani, coinvolge il lettore con uno stile scorrevole ed un racconto che si tinge di romanzesco con tratti di giallo”.
“Tanti, in effetti sono i misteri e le false credenze da sfatare che per tanto tempo hanno circondato la figura di Palladio, alcuni non ancora risolti, tra paradossi e peculiarità”, ha esordito l’autore, incominciando a spiegarli ai presenti. Ha quindi ripercorso la vita del padre dell’architettura moderna, “unico da cui è stato denominato uno stile: il palladianesimo, apprezzato ed imitato in tutto il mondo”, ha detto il giornalista.
Dalle umili origini, nato a Padova e non a Vicenza, la brillante ascesa pur con una formazione autodidatta, grazie alla fortuna di essere vissuto in un’epoca di grande mecenatismo e sviluppo edilizio, oltre alla sua prodigiosa abilità; l’importanza di tessere relazioni e il carattere affabile, la passione per l’architettura romana antica sua fonte d’ispirazione.
E poi ha delineato il Palladio più privato: l’amore per una sola donna, le tragedie delle morti premature di due dei cinque figli (di morte violenta) e dell’unico nipote con una famiglia presto estinta nell’arco di tre generazioni, la povertà congenita, il contesto storico tra due città diverse: la filoimperiale “protestante” Vicenza e la repubblica marinara di Venezia, tra violenze, guerre, Controriforma e peste. Restano ancora irrisolti alcuni enigmi circa la morte e la sepoltura del Palladio.
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