VOCE
eccellenti
19.04.2024 - 19:00
Ospite del programma “Eccellenti” condotto da Fiammetta Benetton su Delta Radio, Alberta Facchi, archeologa e da sette anni direttrice del Museo archeologico nazionale di Adria in occasione dell’inaugurazione di una mostra intitolata “Reperti riscoperti”, che inaugurerà oggi per le autorità e sabato per il pubblico, per celebrare i 250 anni dalla fondazione del corpo della guardia di finanza con l’esposizione di reperti raccolti da sequestri e che non sono mai stati visti dal pubblico. È stata anche l’occasione per parlare, in generale, di un fiore all’occhiello del territorio polesano e della storia antica di Adria.
“Sono ancora tanti – ha raccontato la dottoressa Facchi – i cosiddetti “Non tutti sanno che” che riguardano il territorio di Adria. In primis il fatto che è Adria ad aver dato il nome al mar Adriatico. E ancora, che è stata un centro nevralgico dei commerci tanto per i greci quanto per gli etruschi che l’hanno fondata. E ancora, incredibile è la ricchezza del sottosuolo di Adria: nel museo, attualmente, sono esposti 3500 reperti, ma nei magazzini ce ne sono più di 120mila. Adria non è mai stata sul mare. In epoca etrusca e romana si trovava comunque a 12 chilometri di distanza. Era un porto fluviale ed è rimasta fondamentale per secoli con i suoi avamposti a San Basilio, Corte Cavanella, nella zona di Contarina”.
E ha aggiunto: “Sono tante le scolaresche che vengono a trovarci, tanto che su focus Junior, nel 2018, era stato decretato il nostro il museo più votato dai bambini d’Italia. Da noi l’archeologia non è qualcosa per addetti ai lavori, ma è un racconto a colori”. E ora, anche questi “Reperti riscoperti” di cui ha detto: “Nei depositi dei musei, c’è una sezione dedicata all’archeologia salvata da sequestri delle forze dell’ordine. Noi abbiamo migliaia di reperti. Ne abbiamo selezionati un centinaio per poterli esporre".
"Il tutto si intreccerà con la narrazione della storia della guardia di finanza, oltre a esserci riproduzioni di tavole di Milo Manara per questa ricorrenza. Tante le curiosità che si scoprono. La cosa che mi piace di più è che il simbolo della guardia di finanza è un simbolo archeologico, ovvero un grifone a custodia dell’oro. Viene rappresentato molto sui vasi greci, poiché c’è una leggenda raccontata da Erodoto a riguardo”. La mostra potrà essere visitabile ogni giorno dal martedì al sabato dalle 8.30 alle 19.30, mentre la domenica solo in fascia pomeridiana. Sarà fruibile con il semplice biglietto d’ingresso al museo.
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