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CULTURA
27.04.2024 - 21:00
Xanto Avelli: un artista eccezionale che da 500 anni dà lustro a Rovigo nel mondo. Per rendergli omaggio e per fare il punto sugli studi che lo riguardano, Lions club Rovigo Host offre alla cittadinanza, venerdì 3 alle 17 all’Urban Digital Center, un evento pubblico in contemporanea anche a New York, seguibile in presenza e in diretta streaming.
L’incontro è inserito nel Maggio rodigino, aprendo ufficialmente l’edizione 2024 ed è realizzato in collaborazione con l’Istituto italiano di cultura di New York, il cui presidente Fabio Finotti ha riconosciuto che “Xanto Avelli incarna il nostro Rinascimento nei suoi aspetti migliori. La cultura classica, letteraria, religiosa e filosofica, in lui si allea con l’esplorazione visiva della realtà, e la ricerca del bello. Anche grazie a Xanto Avelli la decorazione delle ceramiche può rivendicare il rango non solo di artigianato ma di arte. E’ questa Italia piccola ma grande che vogliamo far conoscere all’estero, e in particolare a New York”.
Seguiranno i saluti istituzionali di Giorgio Lazzarini, presidente della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, e di Elena Busson, vicepresidente della Fondazione Rovigo Cultura. I due enti sono stati nel tempo partner attivi, che hanno creduto nel valore culturale e identitario della valorizzazione di Xanto Avelli.
Ruggero Zambon, presidente di Lions club Rovigo Host, introdurrà da New York i lavori con “Xanto Avelli in Italia e nel mondo” per riportare alla ribalta internazionale le opere del “figulo” che portò il nome di Rovigo nelle corti rinascimentali più autorevoli e per far conoscere i luoghi che le ospitano.
Seguirà la lettura drammatizzata “Ero e Leandro di Museo Grammatico”, a cura di Letizia Piva e Paolo Rossi, attori di Minimiteatri, per evidenziare anche in modo teatrale il mito a cui si è ispirato Avelli per dipingere l’unico piatto presente oggi a Rovigo. Si tratta di un poemetto del quinto secolo avanti Cristo, che narra il tragico amore tra il giovane Leandro della città di Abido, città affacciata sull’Ellesponto, e la fanciulla Ero, confinata in una torre in quanto sacerdotessa di Afrodite e risiedente nella città di Sesto, ubicata sulla riva opposta ad Abido.
“In punta di Pennello e di penna: Xanto Avelli da Rovigo maiolicaro e scrittore” è il tema che tratterà poi Flavia Micol Andreasi, docente, giornalista e storica dell’arte: sarà un modo per scoprire il talento eclettico di Avelli, uomo rinascimentale dalla cultura ampia.
La storica dell’arte e saggista Valentina Lapierre parlerà poi de “La produzione ceramica a Ferrara al tempo di Xanto Avelli”, in un excursus che comprenderà i collegamenti tra Avelli e i luoghi in cui ha operato. Chiuderà gli interventi Anna Cerboni Baiardi, docente all’università di Urbino, che presenterà “Xanto maiolicaro alla corte di Urbino”, per far capire quanto la corte urbinate sia stata ospitale e abile nel riconoscere e valorizzare il talento.
Le conclusioni saranno affidate a Fabio Finotti e Isabella Sgarbi, Primo Vice Presidente Lions Club Rovigo Host.
Francesco Xanto (Santo) Avelli da Rovigo, detto Santino (Rovigo, 1486 circa-Urbino, 1542 circa), è stato uno dei più importanti ceramisti del Rinascimento italiano. Colto umanista, fu poeta alla corte di Francesco Maria I della Rovere, duca di Urbino. Certamente la giovinezza la trascorse a Rovigo e iniziò in tenera età a cimentarsi nelle botteghe dei “bochaleri” veneti. Presto dovette rimanere sensibile al fascino che proveniva dai racconti dei maestri ceramici che transitavano a Ferrara, dove pare abbia trascorso qualche anno giovanile prima di passare per una breve esperienza faentina e, si presume anche dalla lettura dei sonetti dedicati a Francesco Maria della Rovere, finalmente raggiungere, qualche anno dopo il 1516, Urbino ricca di fermenti umanistici e resa celebre dal grande Raffaello.
Nella sua opera di ceramista Xanto Avelli dimostra di possedere una vasta cultura pittorica, mediata anche dalle incisioni di Marcantonio Raimondi, Agostino Veneziano e Marco Dente, che avevano avuto il merito di far circolare le opere dei grandi contemporanei, in cui primeggiano le figure di Raffaello, Mantegna e Parmigianino, unitamente ai riferimenti scultorei di epoca classica, e umanistica riscontrabile nei precisi rimandi ai testi letterari di Ovidio, Virgilio, Livio, Pompeo Trogo, Petrarca e Ariosto.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili e possibilità di partecipare a distanza.
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