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L’arte che racconta Matteotti

In esposizione opere che raccontano la vicenda del politico polesano, compreso un fumetto

L’arte che racconta Matteotti

L’arte come memoria storica. L’Archivio di Stato, in collaborazione con il Comitato provinciale del centenario della morte di Giacomo Matteotti, l’Accademia dei Concordi, la casa-museo Giacomo Matteotti e con Villa Morosini, ospita e presenta una mostra che sarà itinerante nelle amministrazioni e le istituzioni che ne richiederanno l'esposizione.

La mostra, dal titolo “L’Arte come ricordo e memoria”, sarà inaugurata all’Archivio di Stato, nella sala Sichirollo, martedì 14 maggio alle 17 e si concluderà il 28 maggio.

In Archivio di Stato saranno anche esposte le tavole del fumetto “Tempesta, l’ultimo discorso di Giacomo Matteotti”, dedicato a Matteotti da Vittorio Serrenti e Ilari Rizzi. Uno strumento divulgativo finalizzato anche ad avvicinare i più giovani ad una vicenda che ha segnato la storia d’Italia. Un racconto per immagini ispirato alle vicende biografiche di Giacomo Matteotti e in particolare al suo ultimo discorso alla Camera dei Deputati del 30 maggio 1924. Un fumetto quindi per riscoprire, anche dal punto di vista delle immagini, uno dei più famosi discorsi politici pronunciati nel Parlamento italiano, e per ripercorrere i fatti che precedettero il sequestro e poi l’omicidio del politico socialista polesano, grande oppositore del fascismo.

Ne presentare la mostra Giuseppe Soriero, presidente Aba - Accademia di belle arti di Roma, spiega che “La storia spesso disegna intrecci inaspettati e lancia messaggi carichi di suggestioni. Il centenario dell’assassinio di Giacomo Matteotti, l’emblema dell’opposizione al regime autoritario del fascismo, cade nello stesso anno in cui un nuovo eroe del dissenso, il russo Aleksei Navalny, muore in carcere in circostanze misteriose e sospette".

"Navalny è il Matteotti di questa nostra epoca così tormentata e la sua morte ha giustamente suscitato sdegno e indignazione in tutti gli angoli del mondo. La stessa indignazione che ancora oggi, a distanza di cento anni, provoca il ricordo della brutale eliminazione del deputato socialista così inviso al regime. E proprio nel 2024, centenario di istituzione dell’Accademia belle arti di Roma, non possiamo non ricordare che 100 anni fa, nel 1924, Ettore Ferrari, scultore celebre e illuminato, presidente dell’allora Regio istituto di belle arti di Roma, subì un’aggressione squadrista che devastò il suo atelier. Un filo rosso, lungo un secolo, lega comunque alcuni episodi apparentemente così diversi nelle dinamiche e nei contesti in cui sono avvenuti: è il filo della libertà, dell’autodeterminazione dei popoli, della democrazia, dei diritti civili, del rifiuto di ogni forma di intolleranza e di totalitarismo”.

E ancora: “Il 2024 può dunque definirsi l’anno che onora la memoria del dissenso e non è un caso che anche l’arte, nelle sue varie sfaccettature, contribuisca a rendere più forte e universale questo straordinario messaggio di libertà che viene dalle storie, così diverse e così eguali, di Matteotti, Navalny, Ferrari”. Il volume dedicato a Giacomo Matteotti, contenente illustrazioni e riproduzioni di opere originali a lui ispirate “è un luminoso esempio di come l’arte possa, attraverso la memoria, eternare valori fondamentali per l’umanità”.

All’inaugurazione dopo i saluti di M. Volpato, direttore Archivio di Stato di Rovigo, Luciano Zerbinati, promotore della mostra, ci saranno gli interventi di Claudio Modena, coautore del libro “L’arte come ricordo e memoria”, Pierluigi Bagatin, presidente dell’Accademia dei Concordi, Maria Lodovica Mutterle, direttrice della casa museo Matteotti, Giuseppe Tasso, sindaco di Fratta Polesine.

Gli orari di apertura della mostra: nei giorni di lunedì, mercoledì, venerdì. dalle 10 alle 13, martedì e giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17.

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