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Polesella

L’arte di Lotto si prende la villa

A “tagliare il nastro” dell’esposizione saranno Luciano Zerbinati e Stefano Cecchetto

L’arte di Lotto si prende la villa

Sarà ancora l’arte la protagonista dei prossimi giorni, nella sempre suggestiva ed emozionante cornice che solo Villa Morosini riesce a regalare. Dopo le bellissime e apprezzate mostre organizzate nei mesi scorsi, vistate da migliaia di persone che, nel contempo, hanno potuto ammirare una villa veneta sulla quale è stato fatto un recupero davvero magistrale, sabato alle 18 verrà infatti inaugurata una opening personale di Romano Lotto.

La mostra sarà inaugurata, alla presenza dell’artista, da Luciano Zerbinati e Stefano Cecchetto e sarà poi visitabile su prenotazione dal 19 maggio al 30 giugno.

Romano Lotto nasce nel 1932 a Dueville, in provincia di Vicenza. Si diploma all’istituto d’arte Selvatico di Padova ed esordisce nel 1953 alla Prima mostra nazionale di pittura contemporanea a Roma, guadagnandosi un posto per la seconda edizione, svoltasi l’anno successivo a Milano.

Durante gli anni Sessanta vive a Vicenza, e nel mentre frequenta l’Accademia di Salisburgo: lì entra in contatto con alcuni dei più rilevanti pittori dell’epoca e inizia ad avvicinarsi alla pittura astratta. Negli anni appena successivi ottiene una cattedra in discipline pittoriche prima a Latina poi a Roma, dove si trasferisce con la famiglia nel 1969.

Dalla metà degli anni Ottanta instaura un rapporto stretto con la galleria romana Salvatore e Fabrizio Russo, in cui vengono ospitate tre mostre personali nell’arco di soli cinque anni. Tra la seconda metà degli anni Novanta e il 2008 l’attività espositiva di Romano Lotto raggiunge il suo momento più prolifico, con una serie di esibizioni personali organizzate a Vicenza, Venezia, Ferrara e Roma.

A detta dei critici, la pittura di Lotto è caratterizzata dalla forte espressività e vitalità, ottenute tramite l’utilizzo di blocchi di colore e forme semplificate. In modo astratto riesce a rappresentare paesaggi e luoghi riconoscibili, trasmettendo prima un senso di appartenenza emotiva, e successivamente geografica.

L’utilizzo dei toni terreni e naturali fa da conduttore emotivo tra gli scenari dipinti e l’osservatore, che si ritrova catapultato in un ambiente introspettivo che è prima sensazione, e solo poi luogo. Tradizione e innovazione si coniugano quindi in rappresentazioni moderne e colorate di soggetti più comuni, come scorci e luoghi tipici della realtà vicentina e veneta.

All’inaugurazione seguirà cocktail con ospitalità a cura di Corte Bariani.

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