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Corona e le vette del passato

L'autore ospite a Rovigoracconta

Corona e le vette del passato

A Mauro Corona, che con Rovigoracconta ha ormai un rapporto quasi abituale, il compito di aprire il festival, subito dopo l’inaugurazione, venuto a presentare la sua ultima creazione letteraria “Le altalene”, Mondadori, in dialogo con Christian Mascheroni.

Le altalene arrugginite sono la metafora di ciò che resta di un mondo cancellato per sempre dall’immane tragedia del Vajont, monito e simbolo dei danni provocati dall’imperizia e avidità umana. Sessant’anni fa, la sera del 9 ottobre 1963, una frana generata dall’eccessivo innalzamento del bacino idroelettrico artificiale, seppellì Erto e Casso, ai piedi del Monte Toc tra il Friuli e il Veneto, causando l’onda anomala che superò la diga con il conseguente allagamento di tutto il fondovalle veneto e la morte di 1918 persone, tra cui 487 bambini.

Erto, com’è noto, è il paese di Corona, che in questo poetico ed emotivo racconto rievoca quel disastro, oscillando tra memorie e riflessioni. Da una parte, alla ricerca dei segni di un passato azzerato in pochi istanti, dall’altra a monito delle responsabilità umane, quando travalicano il rispetto per la natura, tema molto caro allo scrittore friulano. Corona allora aveva 13 anni e oggi, alla soglia dei 74 anni, ha voluto lasciare una sorta di testamento. “Questa esperienza dolorosa mi ha riportato alla realtà, la felicità non sapevo cosa fosse, ma ora ho capito che la felicità sono i figli, quando tutto è a posto, non i premi letterari, la competizione, l’apparenza”, ha detto.

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