VOCE
fratta polesine
08.06.2024 - 05:00
A due giorni dal centenario della morte, oggi la casa museo di Giacomo Matteotti di Fratta Polesine riapre alla cittadinanza ridando voce a colui cui fu tolta in modo efferato dalla dittatura fascista, che egli, con lungimiranza e coraggio unici, aveva cercato di fermare.
La scommessa è stata dunque vinta e in tempi record, superando non poche difficoltà, il comune di Fratta Polesine, patria di Matteotti, in collaborazione con la proprietaria Accademia dei Concordi - cui fu donata dai tre figli Isabella, Matteo e Giancarlo - e grazie al cospicuo contributo della Fondazione Cariparo, insieme al finanziamento parlamentare, la casa natale del grande statista polesano, divenuta da vent’anni il suo museo, è stata restituita alla comunità con un lifting completamente rinnovato.
Ieri la presentazione in anteprima alla stampa a villa Molin Avezzù con intervento delle autorità, per la conduzione di Sergio Campagnolo di Studio Esseci, che ha ricordato anche l’attuale mostra a palazzo Roncale fino al 7 luglio. “Gli interventi sostenuti dalla Fondazione per oltre un milione e 300mila euro - ha detto il vicepresidente Giuseppe Toffoli -con il duplice obiettivo di far conoscere il meno noto Matteotti e allargarlo ai giovani, sono stati rivolti al riallestimento del percorso museale ed a risolvere alcune criticità strutturali dell’immobile, riconosciuto monumento nazionale”.
Il sindaco frattense Giuseppe Tasso, ricordando che “il Comune, con fondi regionali, ha provveduto alla sistemazione della tomba con il ricongiungimento della famiglia Matteotti e relative lapidi”, ha sottolineato che “la casa museo parla della vita di Matteotti, del nostro Polesine e della storia nazionale e non è un luogo statico che conclude il centenario, ma un punto di partenza per futuri nuovi apporti”, ricordando che l’amministrazione comunale sta lavorando con un apposito comitato provinciale dal 2021 e che lunedì prossimo a Roma sarà presentato il francobollo coniato per l’occasione.
“Un atto dovuto - anche per il presidente dell’Accademia dei Concordi Pier Luigi Bagatin - nel proliferare di iniziative e pubblicazioni, per una personalità unica, fonte ancora oggi di esempio e capace di risvegliare i cuori dando entusiasmo all’intera nazione”. “Un simbolo significativo, a ridosso delle votazioni europee, perché Matteotti è padre della democrazia di cui oggi godiamo”, ha aggiunto il curatore del nuovo percorso museale Luca Molinari con il suo studio, la supervisione storica di Gianpaolo Romanato, presidente del comitato scientifico della casa museo e in collaborazione con la Fondazione Turati; mentre il restiling strutturale è stato affidato allo studio di architettura 120grammi.
“Abbiamo voluto un percorso moderno, nel contempo rispettoso della famiglia che vi ha abitato, senza puntare sul recupero nostalgico, ma per ridare ancora voce a Matteotti”, ha spiegato. “Il morto si leva. E parla”, come ebbe a dire Filippo Turati nel suo celebre discorso del 27 giugno 1924, che smosse le coscienze soffocate dal regime. E di fatti per tutti i tre piani della casa museo Matteotti si rincorrono le voci che, grazie alle moderne tecnologie, insieme ad immagini storiche e video, fanno rivivere i discorsi pubblici del politico e le parole e i sentimenti privati dell’uomo consegnati alle lettere, insieme alle preziose riflessioni degli storici Marco Mondini, Christian Raimo e della senatrice Liliana Segre. Un percorso da visitare e “vivere” per non dimenticare un valore che diamo troppo spesso per scontato, la libertà, e chi se ne fece portavoce a prezzo della propria stessa vita.
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