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Opera prima, caleidoscopio d’arte

Dal 26 al 30 giugno, con l’edizione numero 20, Rovigo sarà laboratorio di teatri e linguaggi

Opera prima, caleidoscopio d’arte

Venti edizioni in trent’anni e il dialogo tra generazioni continua: Opera Prima è il festival della contaminazione di arti e linguaggi della città, pronto a far respirare Rovigo. Gli eventi, che si terranno dal 26 al 30 giugno, sono stati presentati ieri pomeriggio in Pescheria Nuova.

Tanti ritorni e nuovi sguardi, con novità come il coinvolgimento del Cinema Teatro Duomo e il laboratorio di critica teatrale per gli studenti con il liceo Paleocapa come ente capofila .

“Si tratta - ha detto il commissario Gianfranco Tomao presente in rappresentanza del Comune - di un evento per un teatro oltre la tradizione”. “Grandi opere - ha aggiunto Leda Bonaguro per Fondazione Cariparo - e dialogo intergenerazionale, con l’impostazione itinerante, sono i segreti vincenti”. “Diamo sostegno - ha commentato Mario Andriotto a nome della Fondazione Rovigo Cultura - a chi fa arte tra le vie e le piazze”.

A presentare gli eventi, il direttore artistico Massimo Munaro, accompagnato da alcuni performer. “Il dialogo tra le generazioni - ha affermato Munaro - non è scontato, ma sui giovani questo festival ha sempre creduto sin dalla sua fondazione. E crede anche nel rapporto con la città”.

A seguire, Antonia Bertagnon per Momec ha letto un brano ad anticipare la produzione, Sara Minardo ha parlato della sua esperienza come artista europea; proporrà una particolare performance sensoriale ispirata al “nòstos”, il viaggio come ritorno, dell’Odissea.

Ancora, Marco Munaro ha recuperato la memoria storica di “Cinque sassi”, di cui verrà riproposta una lettura, mentre Valentina Guglielmo e Francesco Casoni per Zico hanno ringraziato per la collaborazione.

Il prefestival sarà ai giardini Due Torri dalle 11, mentre il dopo festival, sempre nello stesso luogo con coinvolgimento di musicisti del territorio, si terrà a conclusione delle varie giornate.

Il 26 si parte con il collettivo Momec, presente tutti i giorni, che propone “Rivolti” in Gran Guardia dalle 15 alle 19, con Sara Vilardo e le sue “Sirene” alle 17 e alle 21, presenti anche il giorno seguente. Il Teatro del Lemming propone una chiamata pubblica laboratoriale alle 18 alle Due Torri, alle 19 in piazza Vittorio Emanuele. Sempre qui, musica dalle 20 con gli Psycodrummers.

Il 27 ci sarà il Teatro delle ariette al teatro Studio alle 13 e alle 19.30 per un vero e proprio “Teatro da mangiare?”, alle 21.30 l’arte di Roberto Latini che torna con “Jago” al teatro Sociale.

Venerdì, tavola rotonda alle 17 ai giardini Due Torri per parlare di teatro, alle 19.30 al Chiostro degli Olivetani con Masque teatro, mentre alle 20.30 al teatro Studio con Fabio Liberti e a concludere lo storico spettacolo del ferrarese teatro Nucleo alle 22 in piazza Vittorio.

Il 29 alle 18 in piazza Garibaldi e alle 11 in piazza Vittorio si troverà Joshua Monten con “Linearity”, in piazza Garibaldi il Collettivo rosario alle 19 e, a chiusura, il Teatro del Lemming, dalle 20.30 con “Attorno a Troia” al Chiostro degli Olivetani.

La domenica spazio al laboratorio mattutino con Simone Derai e Marco Menegoni dalle 10 e proiezione del film su Anagoor alle 16 al cinema Duomo. Giselda Ranieri si esibirà alle 19 in piazza Vittorio, mentre in piazza Annonaria alle 20.30 letture con Marco Munaro. Concerto finale dell’artista siriano Aeham Ahmad ai giardini Due Torri alle 22.

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