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SETTIMANA DEI DIRITTI UMANI

“Matteotti il più intelligente per questo è stato ucciso”

Un momento di attenta riflessione

“Matteotti il più intelligente per questo è stato ucciso”

Non poteva mancare un ricordo di Giacomo Matteotti alla Settimana dei diritti umani, che si sta svolgendo in questi giorni a Rovigo. Ad interrogarsi su “L’attualità del pensiero di Matteotti tra pace e diritti umani”, Diego Crivellari in dialogo con la giornalista Rai Maria Pia Zorzi, in un incontro promosso da Cgil Rovigo, Cisl Padova-Rovigo, Uil Rovigo, nella sala della Gran Guardia, mercoledì pomeriggio. Presenti i segretari sindacali: Pieralberto Colombo, Samuel Scavazzini e Gino Gregnanin.

Era prevista anche la presenza del giornalista Francesco Jori, autore con Crivellari del recente volume “Giacomo Matteotti, figlio del Polesine. Un grande italiano del Novecento”, ma non è riuscito ad arrivare in tempo: è toccato quindi a Diego Crivellari ragionare sull’attualità del politico, martire delle sue idee, celebrato quest’anno nel centenario del suo assassinio.

Insegnante di filosofia e scienze umane negli istituti superiori, scrittore e consulente editoriale, Crivellari è noto a Rovigo anche per il suo impegno politico: ex deputato, ha di recente lasciato la presidenza del Cur di Rovigo per la nuova carica in consiglio comunale, di cui è stato eletto vicepresidente. Nell’introduzione la Zorzi ha sottolineato l’importanza della figura di Matteotti, ricordando le due iniziative più importanti che gli ha dedicato la sua terra natale: la casa museo di Fratta Polesine, recentemente ristrutturata con un nuovo percorso espositivo ad hoc e la mostra di palazzo Roncale a Rovigo, che è stata prorogata per tutto il mese di luglio, fino al 28.

“Come mai, dunque, una così lunga damnatio memoriae, dopo la fine del fascismo, di cui ha fatto le spese anche la famiglia?”, ha chiesto la moderatrice a Crivellari. Che ha risposto: “Era l’oppositore più intelligente e intraprendente, per questo motivo è stato eliminato. Gli sono state dedicate vie e piazze, come martire, ma per più di mezzo secolo si è taciuto sulle sue idee politiche e la cosa più sgradevole è che l’oblio è durato anche nella repubblica. E’ stato un eroe solitario martire della democrazia e la persecuzione non si è fermata neanche dopo la sua morte”.

Ha quindi ricordato i continui controlli del regime alla famiglia Matteotti, anche al funerale della moglie Velia, il processo farsa ai suoi assassini e l’arresto del cognato Titta Ruffo, che aveva portato la bara. “La rimozione dell’ideologia - ha proseguito - è continuata anche con le successive trasformazioni politiche. Se c’è un aspetto positivo è stata l’attualizzazione di Matteotti con il centenario della morte”.

L’attualità del pensiero di Matteotti è stata, infatti, sottolineata da Crivellari per vari aspetti: “Il riformismo democratico (da giurista, scelse la via del Parlamento), l’interesse per la scuola insistendo sull’istruzione come requisito per l’emancipazione, l’antimilitarismo e pacifismo (la guerra strage di popoli), il rispetto dei diritti umani”.

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