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LETTURE

Il Polesine “padre terra” di Buoso

L’ultima fatica letteraria di Barbara

Il Polesine “padre terra” di Buoso

“Padre terra” è l’ultima fatica letteraria di Barbara Buoso, scrittrice, originaria di Rovigo, oggi anche insegnante di scrittura alla scuola Virginia Woolf di Padova.

Diverse le sue pubblicazioni come “L’ordine innaturale degli elementi” per Baldini&Castoldi e “E venni al mondo” per Apogeo, spesso legate al territorio che diventa parte integrante e protagonista di quanto accade. Come succede proprio nell’ultimo libro, edito da Fernandel, in cui la terra polesana e i suoi abitanti sono punto di riferimento, sia nella sua genuinità sia nel prevaricare di forze maligne e superstiziose delle vecchie comunità campagnole. Protagonista, un ragazzo, Giovanni, orfano di madre, cresciuto dal padre, Primo, uomo di terra e uomo di concretezza, ma anche uomo di grande sensibilità a scalfire tutti quei secoli di prevaricazione maschile insensibile e indifferente alle emozioni altrui.

“L’idea di questo libro – dichiara l’autrice – nasce dal desiderio di raccontare che l’essere umano è destinato al miracolo. Siamo nati per assistere a miracoli incessantemente, la pena è quella di vivere senza rendersene conto”. E tanto di onirico è presente in questo romanzo in cui si insinuano le voci del popolo e in cui un atto tanto voluto come la nascita di un figlio diventa poi un misfatto da trasmettere di generazione in generazione, ricadendo sulla vita di Giovanni.

“Il Polesine è languido – aggiunge Buoso - e ti toglie il respiro, come quando hai la pressione bassa d’estate; o come quando stai pescando e la lenza strattona e non è una semplice corrente; è l’intermittenza dello stare al mondo che in Polesine vibra. E per questo ti fa ‘saracare’, ovvero bestemmiare, mentre plani per terra”. E in questo testo, non mancano le incursioni linguistiche e piuttosto colorite del popolo.

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