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Rotary Club di Rovigo

A tu per tu con Rica Reinisch

Atleta olimpionica

A tu per tu con Rica Reinisch

Una serata interclub a cinque cerchi quella di mercoledì, organizzata dal Rotary Club di Rovigo con la presidente Laura Foralosso, che è anche socia Panathlon.

Ospite d’onore Rica Reinisch, nuotatrice dorsista della ex Ddr vincitrice di tre ori alle olimpiadi di Mosca 1980 (100 e 200 dorso e 4x100 mista) e che, durante la sua carriera sportiva, ha stabilito 5 record del mondo (tre dei quali sono rimasti imbattuti per ben 4 anni). A questo si aggiungono anche tre titoli Europei. Nel 1989 è diventata Membro dell’International Swimming Hall of Fame.

Proprio nella stessa Olimpiade c’era anche la rodigina Laura Foralosso. Non aveva ancora 15 anni, era la più giovane della spedizione azzurra. Ma la storia fra le due nuotatrici si era intrecciata molto prima, nel luglio 1979 con l’incontro Italia-Ddr a Milano nel quale la Foralosso arrivò seconda, alle spalle di un’altra tedesca e prima della Reinisch che in quell’occasione arrivò terza. Quando si sono conosciute, Laura e Rica avevano 13 e 14 anni, all’epoca per rimanere in contatto si scrivevano delle lettere (che nella Germania Est venivano ispezionate e recapitate aperte). Un’amicizia ancora viva a 45 anni di distanza. Un’amicizia ritrovata dopo tanti anni attraverso i social. Poi l’incontro, l’abbraccio e le lacrime di gioia.

Rica Reinisch, innamorata dell’Italia, che ogni anno viene in vacanza nelle Marche, sposata con un ex ciclista professionista e arredatore d’interni di fama, ha raccontato ai soci del Rotary e del Panathlon di Rovigo i sacrifici, gli allenamenti estenuanti dell’epoca. E anche la dolorosa vicenda del doping.

A condurre la serata il giornalista Ivan Malfatto, accanto a Laura Foralosso e alla campionessa tedesca, Pia Poliero presidente del Panathlon club Rovigo, e Lucio Taschin delegato provinciale del Coni.

Nel 1980 c’era ancora il muro di Berlino: vincere alle Olimpiadi per la politica rappresentava molto, non era una questione sportiva, ma di superiorità sul resto del mondo. Lo scandalo del “doping di Stato” coinvolse migliaia di atleti, una class action ne è la prova. “Ci dicevano che erano vitamine - ha raccontato Rica Reinisch - poi invece abbiamo scoperto. Ne ho pagato le conseguenze, ho avuto due aborti, poi finalmente ho avuto anche due splendidi figli”. Ma erano steroidi, e Rica ha avuto la forza di denunciare i valori sportivi traditi dalla sua Germania dell’Est, insieme ad altri 1.900 atleti.

La Reinisch ha ripercorso gli inizi della sua carriera “Ho iniziato a nuotare a 8 anni, e solo poco più di un anno dopo mi hanno notato e portato al centro sportivo di Dresda”. Un collegio e, dai 10 ai 14 anni, gli allenamenti sono diventati due al giorno, sette giorni su sette, fino ad arrivare, nei momenti di massimo carico, a tre sedute in acqua più una di ginnastica per un totale di 25 chilometri al giorno di nuoto. Più la palestra. Laura Foralosso, per intenderci, di chilometri al giorno ne nuotava 16 al top della carriera.

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