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Chiarato, esempio per i cattolici

Oggi la commemorazione

Chiarato, esempio per i cattolici

L’Azione cattolica della Cattedrale ricorda Carlo Chiarato, fervente cattolico e iscritto all’associazione, “primo martire per la libertà in Polesine e uno dei primi in Italia, ucciso in un agguato fascista” come riporta Aldo Rondina nella biografia.

Così l’associazione guidata da Nicola Zambon ricorda quel barbaro assassinio avvenuto il 22 ottobre 1943 all’angolo tra via Peschiera e viale del Cimitero. E oggi pomeriggio nel 71esimo anniversario di quella tragedia l’Azione cattolica, alle 17, depone una corona di fiori sul luogo del delitto. A seguire la conferenza nell’aula magna del centro giovanile san Pietro con gli interventi del vescovo Pavanello, Fiorenzo Scaranello presidente diocesano e lo storico Aldo Rondina, introduce e coordina Nicola Zambon.

Nato ad Adria il 21 dicembre 1909, iscritto all’Azione cattolica “fin da giovane – ricorda Zambon - ebbe come guida spirituale l’arciprete mons. Filippo Pozzato e assistente don Guido Stocco, come luoghi di vita la chiesa, il ricreatorio e il teatro Ferrini, come parole guida preghiera, azione e sacrificio. È all’interno dell’Azione cattolica – sottolinea il presidente - che venne maturando anche la convinzione che i cattolici dovessero impegnarsi nella vita pubblica per dare testimonianza dei valori cristiani della società. Forte di questa convinzione, avvalorata dalle parole del Papa Pio XI che definiva l’Azione cattolica come ‘partecipazione dei laici all’apostolato gerarchico’ per la difesa dei principi religiosi e la cristianizzazione della società, così entrò ben presto in opposizione col fascismo”.

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