VOCE
CINEMA DUOMO
16.11.2024 - 05:00
Alla scoperta del mondo e delle sue contraddizioni al cinema teatro Duomo: per la rassegna Mondo Visioni in collaborazione con Internazionale e La Voce di Rovigo, giovedì sera è stato proposto il documentario “Black box diaries”, ideato e scritto da Shiori Ito, la ragazza giapponese che ha documentato, con forza e coraggio, il caso di stupro che l’ha coinvolta. Il Giappone, per quanto possa sembrare un Paese all’avanguardia e ipertecnologico, nei confronti delle donne è ancora un passo indietro, in particolar modo in merito alle diseguaglianze di genere, oltre che nel tutelare le vittime in particolar modo di violenza, sia fisica che psicologica.
Quello di Ito, dunque, è un atto sovversivo fatto per cercare di cambiare una legge che non tutela le donne che subiscono violenza. Si attesta infatti solo sul 4% il numero di donne che, in Giappone, denuncia atti di violenza. Questo perché la polizia tutela molto poco le vittime. Nel caso di Ito, addirittura, c’è chi le ha consigliato di non denunciare poiché si sarebbe attirata le critiche di tutti, essendo una giornalista ed essendo chiamato in causa, come colpevole, il giornalista Yamaguchi, molto vicino al primo ministro Abe del quale ha scritto anche un’autobiografia. Inoltre, Ito racconta che, come metodo, la polizia per documentare lo stupro lo fa riprodurre alla vittima utilizzando un fantoccio, altro modus operandi che non porta le donne a voler rivivere tali tragici atti.
Il documentario, introdotto dalla giornalista Giorgia Brandolese, ha dunque messo davanti agli occhi degli spettatori la triste e cruda realtà che ha portato Ito, giovane ragazza che venne drogata e stuprata, nel 2015, da un importante giornalista giapponese e che ha deciso di far riaprire pubblicamente il caso due anni dopo l’accaduto per far sì che il suo carnefice pagasse veramente. Da quanto Ito ha scelto di denunciare pubblicamente quanto subito, qualcosa è cambiato e si è iniziato anche a considerare i casi di stupro su vittime non consenzienti e non solo per segni di violenza esplicita. Insomma, una rivoluzione che tocca il mondo, proprio qualche giorno d’anticipo rispetto al 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Il prossimo evento in rassegna si terrà giovedì 12 dicembre alle 21 con “I shall not hate” di Tal Barda sul conflitto israelo-palestinese.
Gio. Br.
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