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CULTURA
02.12.2024 - 11:00
Rovigo si appresta a ospitare il primo festival internazionale dedicato all’ambra. “Sulle vie dell’ambra”, un’idea di Elisabetta Brusa, regista, docente e direttrice di Fucina arti performative all’università Ca’ Foscari di Venezia, andrà in scena al museo dei Grandi fiumi sabato e domenica prossime, grazie alla collaborazione tra Fondazione per lo sviluppo del Polesine in campo letterario, artistico e musicale di Rovigo, museo dei Grandi fiumi, Regione del Veneto, Comune di Rovigo, Minimiteatri Aps, Lions club Rovigo Host, università di Venezia, Padova e Ferrara, Cpssae, conservatorio Venezze e pasticceria Gocce di Miele.
Con questo evento Rovigo ritorna ad essere il crocevia di molte direttrici europee. Si narra infatti che proprio qui le lacrime delle Eliadi, sorelle di Fetonte trasformate in pioppi, che sulle rive del fiume piangevano il fratello morto, si sono convertite in gocce d’ambra.
Gli eventi, che godono della direzione di Elisabetta Brusa, con la collaborazione di Ruggero Zambon, Claudio Sartorato e Antonio Fanna, hanno già preso il via con un pre-festival, che proseguirà da domani a venerdì con i ragazzi del laboratorio teatrale Mt diretto da Lahire Tortora. Giovani artisti insieme ad artisti più maturi presenteranno brevi letture tratte dalla mitologia greca e latina sul mito di Fetonte, per diffondere le diverse narrazioni sulle origini dell’ambra.
La programmazione (tutti eventi a ingresso gratuito) entrerà nel vivo sabato al museo dei Grandi fiumi, con narrazioni che si intersecheranno e avvicenderanno dalle 10 alle 18.
Nella sala Flumina, Alberto Camerotto, docente all’università Ca’ Foscari di Venezia, offrirà letture e commenti animati sul mito dell’ambra o le lacrime delle figlie del Sole, con Katia Barbaresco, Elisabetta Biondini, Ludovica Consolani (Aletheia Ca’ Foscari).
Sarà interessante ascoltare una storia di hybris dalle Metamorfosi di Ovidio ai viaggi di Luciano di Samosata sulle correnti dell’Eridano, con qualche pensiero sul nostro mondo “Il viaggiatore si guarda intorno, è arrivato sulle rive dell’Eridano, l’attenzione è in allerta. Cerca con gli occhi mentre risale il corso del fiume. Ma degli alberi con l’ambra non v’è traccia”.
Al museo, Paolo Bellintani e Raffaele Peretto (Cpssae) racconteranno le scoperte a Frattesina e Campestrin nella saletta Proiezione Mito e sala Nuove scoperte. Ursula Thun Hohenstein (Università di Ferrara) e Ivana Angelini (università di Padova) nella sala dell’Ambra ci diranno tutto quello che c’è da sapere: dalla materia prima alle tecniche di lavorazione preistoriche.
Gli eventi saranno ripetuti in successione quattro volte nell’arco della giornata di sabato (alle 10, 11, 15 e 16) e sono programmati in modo da lasciare tempo al pubblico non solo per poter partecipare alle diverse narrazioni, ma anche per poter visitare le sale del museo dei Grandi fiumi.
Dalle 17.30 alle 18 - evento unico di performance ed esposizione d’arte - in sala Flumina, Miranda Greggio e Adriano Baccaglini saranno i protagonisti di “Elektron”, drammaturgia in cui le parole diventano luoghi, simboli, contenitori delle emozioni e dei sentimenti tra corpo, mente e natura inneggiando a quel “femminile” - rappresentato dalla madre e dalle sorelle di Fetonte, le cui lacrime stillando nell’acqua si mutano in ambra - capace da sempre di diventare cura, riparazione, conforto e rinascita.
La giornata di domenica si aprirà poi con “Flauti marini. Sulle note dell’acqua…”, un’accoglienza musicale proposta da alcuni studenti del conservatorio alle 10 e alle 11.30 all’ingresso del museo.
Non mancherà comunque una riflessione sull’ambra dedicata ai bambini, con l’associazione Aqua, che, nella sala del Bronzo, proporrà ai giovanissimi tre turni laboratoriali di “Mercanti d’ambra” un incredibile viaggio lungo la famosa Via dell’Ambra, dentro al quale i giovani partecipanti, vestendo i panni di abili artigiani e scaltri mercanti, si troveranno a fare i conti con il commercio di questo prezioso materiale (massimo 30 partecipanti a turno, alle 10, 11.30 e 13.30)
Dalle 10.30 prenderà il via una visita al museo guidata dallo studioso Raffaele Peretto, per una riflessione sul ruolo assunto dal basso corso del Po 3000 anni fa. Alle 11.45 sarà invece Chiara Vallini, conservatrice del museo, a guidare i presenti tra le sale, per osservare con attenzione le sezioni espositive relative a Fratta e Campestrin. con uno sguardo alle scelte espositive compiute dal Museo nell'arco di un ventennio.
Alle 10 e alle 11.15 gli attori Giorgia Forno e Paolo Rossi, di Minimiteatri, proporranno delle letture su “Miti, leggende e narrazioni, dando voce alle parole di Ovidio, Luciano di Samosata, Nonno di Panopoli. Dal carro del Sole alle lacrime d’ambra”.
Alle 16 in sala Flumina, dopo i saluti ufficiali del Comune e di Ulle Toode, presidente dell’associazione Italia-Estonia, i musicisti del conservatorio Venezze, coordinati dal maestro Giuseppe Fagnocchi, offriranno un concerto che verrà aperto da “Metamorfosi per oboe solo” di Britten, dedicato a Fetonte, per poi svilupparsi con musiche che attraverseranno tante vie dell’ambra: dall’Italia all’Austria, dalla Polonia all’Estonia, con un tributo speciale ad Arvo Pärt, compositore estone. I brani saranno intervallati da alcune letture di Giorgia Forno e Paolo Rossi, che spazieranno dal mito di Fetonte al mito estone.
Per tutta la durata del festival sono in programma alcuni eventi continuativi.
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