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Adria

Sulle note del “Carro di Adriano”

Prima assoluta dell’opera di Bedetti che messo in musica la leggenda alimentata da Luigi Groto

Sulle note del “Carro di Adriano”

Il mito del carro di Adriano passa dalla leggenda alla musica: solo il più grande compositore adriese attualmente vivente, la cui fama varca i confini nazionali, poteva tradurre in note quel mito che incarna la storia, l’orgoglio e la fierezza della città etrusca. Ed è così che dall’animo prima ancora che dalla mente di Tiziano Bedetti è uscita l’opera “Il carro di Re Adriano”. Un brano che non poteva non avere il battesimo nella sua casa “naturale”: ovvero il museo archeologico nazionale. Qui infatti è custodita la celebre tomba della biga che gli adriesi amano chiamare il “Carro di Adriano”. Una leggenda, tra l’altro, sostenuta e alimentata anche dal più grande intellettuale adriese di tutti i tempi: Luigi Groto, detto il Cieco.

E così in via Badini con interpreti di caratura internazionale, è stata eseguita la prima dell’opera con duo violino-viola formato da Piercarlo Sacco e Anna Viola, a quest’ultima il docente del Buzzolla ha dedicato l’opera. Come se non bastasse, l’esecuzione della prima è avvenuta nella stessa giornata, sia pure in due momenti diversi, in cui a Tiziano Bedetti è stata conferita la benemerenza “Adria riconoscente”: una causale quanto piacevole, ma nello stesso tempo significativa, coincidenza.

Le note dedicate al “Carro di Adriano” sono risuonate nel concerto “Aeraqua” promosso dalla direzione regionale museale in collaborazione con l’associazione culturale Viola&Viola, in partnership con BancAdria Colli Euganei e con il patrocinio della Città di Adria. Al concerto hanno presenziato, tra gli altri, il sindaco Massimo Barbujani e Mauro Giuriolo presidente della Bcc.

L’evento musicale, dopo il saluto introduttivo di Alberta Facchi, direttrice del museo, si è snodato in un percorso artistico tra pagine di autori classici e contemporanei che hanno scritto espressamente e dedicato le loro opere ad Anna Serova e a questa formazione cameristica. Si sono alternati il bellissimo “Duo K 423” in Sol maggiore di Wolfgang Amadeus Mozart con “Aeraqua” pagina del compositore marchigiano Roberto Molinelli che ha interpretato una fantasia ispirata ai segni zodiacali degli strumentisti, dove i paesaggi della mente spaziano attraversati da elementi ritmici tratti dal tango al rock, uniti con grande briosità e creatività.

A seguire un pezzo di Bohuslav Martinu, compositore della Repubblica Ceca, “Three madrigals” op. H313 composti nel 1947, in un periodo di convalescenza dell’autore, scritti per il duo Joseph e Lilian Fuchs. Sono pagine in cui l’autore si lascia andare al ricordo delle proprie origini: temi e danze popolari boemo-morave, il diatonismo della scala pentatonica, l’idea di un “cantare” profano dei madrigalisti che avevano così colpito Martinu.

Conclusione affidata alla “Passacaglia”, elaborazione di Georg Friedrich Händel dell’opera del compositore norvegese Johan Haalvorsen. Il celebre brano è stato arrangiato in una fantasia virtuosistica di estrema difficoltà tecnica che ha visto gli interpreti mostrare tutta la loro straordinaria bravura e le loro capacità tecniche di grandi solisti virtuosi.

Il concerto è stato seguito con grande attenzione da un pubblico attento e numeroso, registrando sold out, che ha salutato le diverse esibizioni con calorosi applausi fino all’apoteosi finale. Ai due artisti il sindaco ha donato un pubblicazione sulla storia della città.

L’evento è stato impreziosito dall’esposizione di alcune stampe antiche selezionate da Edoardo Zambon.

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