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La libertà spiegata da Gaber

Lo spettacolo

La libertà spiegata da Gaber

Il genio artistico di Giorgio Gaber è stato al centro dell’evento “Vorrei essere libero”, spettacolo teatrale e workshop proposto da Tam teatromusica di Padova e svoltosi al polo tecnico.

L’evento è servito a far conoscere la figura dell’artista milanese, scomparso il primo gennaio 2003, quindi il suo impegno culturale, musicale, sociale e politico. Lo spettacolo ha avuto come protagonista Nicola Lotto, accompagnato da chitarra, immagini e video dell’epoca, con il supporto di Matteo Mancini, tecnico audio e luci. Lotto ha raccontato con parole e canzoni gli anni Settanta di Giorgio Gaber, la sua rinuncia alla televisione, la quale dava maggiore successo e visibilità, quindi la sua scelta per il teatro, dando avvio al “Teatro canzone”, dove si alternano parti recitate e altre cantate, con l’obiettivo di essere maggiormente libero nel trasmettere i suoi messaggi.

“La libertà - ha sottolineato Lotto - non è solo il titolo della canzone forse più conosciuta, ma il suo tratto distintivo di artista. In particolare quando dice: ‘Andavo alla televisione, cantavo una canzone, facevo un bell’inchino. Poi mi guardavo e mi facevo schifo. Non volevo più fare il buffone pertanto ho iniziato l’attività teatrale’. La scelta fu certamente motivata anche dalla morte di Luigi Tenco, suo amico, con il quale assieme a Enzo Jannacci, aveva costituito la sua prima band, nella stagione dei movimenti del ’68, con i giovani che in tutto il mondo contestavano l’autorità, le Università, la politica”.

L’impegno sociale di Gaber, il suo modo ironico e sempre sorridente di raccontare per far riflettere sulla società, la vita, l’amore, la politica è presente nei monologhi teatrali e nelle sue canzoni: “La libertà”, “Io non mi sento italiano, “Destra-sinistra”, “Far finta di essere sani”, “Dialogo tra un impegnato e un non so”, “Com’è bella la città” solo per citare alcuni dei brani proposti durante lo spettacolo davanti agli studenti.

Tuttavia il tema di fondo, il messaggio che sarà poi oggetto dei workshop successivi è centrato sul ritornello della canzone “Libertà”: “La libertà non è star sopra un albero, non è neanche avere un’opinione, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”. Gli studenti si sono lasciati coinvolgere e, al termine dell’incontro, hanno dimostrato il loro apprezzamento con numerose domande sulla figura di Giorgio Gaber e in generale sul lavoro di artisti che hanno il coraggio di andare controcorrente per seguire i loro ideali. Per essere liberi, appunto.

“Questo appuntamento – si legge in una nota della scuola – si inserisce in una serie di incontri con l’obiettivo di stimolare la curiosità nei confronti di linguaggi espressivi dove immagine, musica e parole si uniscono per dare forza al messaggio e fornire agli studenti gli strumenti per affinare le capacità critiche e analitiche, in particolare sul concetto di libertà”.

La rassegna ha preso il via il 29 gennaio e coinvolge diverse classi dell’istituto, preparate dai docenti con materiale inviato nell’ambito dell’iniziativa, al fine di poter apprezzare appieno lo spettacolo.

L’iniziativa rientra nel progetto culturale “Attivamente” promosso dalla fondazione Cariparo e rivolto alle scuole per arricchire l’offerta formativa, dando agli studenti l’opportunità di approfondire diverse tematiche e sperimentare nuove e diverse modalità di insegnamento.

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