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“C’è tanta voglia di archeologia”

Un’idea vincente: mette in sinergia la struttura adriese, San Basilio e Corte Cavanella

“C’è tanta voglia di archeologia”

“Il fatto che questa sala sia gremita, è la conferma che c’è voglia di archeologia, che la conoscenza dell’antichità coinvolge tante persone, di diverse generazioni, esperti ma soprattutto semplici appassionati”: con queste parole Alberta Facchi, direttrice del museo archeologico nazionale, ha aperto il proprio intervento al convegno di sabato scorso sul tema “Una rete per una storia antica nella terra più giovane d’Italia”.

Un progetto che mette in sinergia il museo adriese, San Basilio e Corte Cavanella e che ha come partner Ariano Polesine comune capofila con Adria e Loreo, quindi la direzione regionale museale, la Soprintendenza archeologica delle belle arti e paesaggio, l’Ente parco Delta del Po, il Cpssae, il Gruppo archeologico Francesco Antonio Bocchi e il Ce.Ri.Do. centro ricerca e documentazione del Delta.

Progetto finanziato dai singoli Comuni, dalla Regione e dalla fondazione Cariparo.

La direttrice ha fatto un resoconto dei primi tre anni di attività del progetto ricordando che “il bando regionale per la concessione di contributi è destinato al sostegno e valorizzazione del patrimonio archeologico tramite attività educative e didattiche rivolte ad adulti e studenti delle scuole di ogni ordine e grado, compresi i corsi serali”.

“L’intento – ha proseguito Alberta Facchi – è quello di avvicinare le persone, tramite personale esperto nella mediazione dei saperi, all’universo della disciplina dell’archeologia e renderle sensibili alla gestione, anche sostenibile, del proprio territorio e alla storia della propria comunità”.

Particolare attenzione è stata dedicata alle attività svolte con le scuole con visite guidate, lezioni in classe, attività laboratoriali e open day per docenti.

“Gli studenti – ha sottolineato Facchi – sono stati molto coinvolti nell’iniziativa ‘Vietato non toccare’ offrendo loro la possibilità di avere tra le mani alcuni reperti per osservarne i minimi dettagli e per provare un’emozione unica”.

Durante i diversi incontri tre sono stati i temi principali trattati: paesaggio, multiculturalità come nuova frontiera e digitalizzazione 3D che valorizza le nuove tecnologie. Il tutto ha portato a tre filoni di attività: archeologia sperimentale, rievocazioni storiche e giochi di ruolo.

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