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Stagione di prosa

“Presenza” tra storia e disincanto

Sul palco la vicenda di un aspirante attore alle prese con strane apparizioni e fantasmi del passato

“Presenza” tra storia e disincanto

Struggente e ironica, delicata e ammaliante. La commedia “Magnifica presenza” di Ferzan Ozpetek martedì sera ha incantato il pubblico del teatro Sociale (ieri sera la replica). Una storia che porta in scena la cifra stilistica e la poetica del regista popolare per i molti film di successo.

“Magnifica presenza” racconta l’arrivo in una nuova casa di un aspirante attore, interpretato da Erik Tonelli, sempre in attesa del provino decisivo, deluso da un amore impossibile e in continuo rapporto agrodolce con la cugina (Tosca D’Aquino). Ma presto si scopre che l’appartamento è popolato da strane presenze, tra cui l’attrice Serra Yilmaz (e poi Toni Fornari, Luciano Scarpa, Tina Agrippino, Sara Bosi, Fabio Zarrella), attori di una compagnia teatrale intrappolati tra la vita e la morte. Ne nasce un rapporto tra disincanto e ironia, improbabili ed esilaranti consigli di recitazione, e la necessità di dare risposte ad una pagina di storia vissuta che rimanda alla Resistenza e all’oppressione del nazifascismo.

Impeccabile la regia con tutti gli attori del cast bravissimi a tenere la scena senza sovrapporsi, ritagliandosi spazi di individualismo attoriale inseriti in un contesto di insieme che funziona. Non mancano balli, la musica del pianoforte, un via vai di persone sui piani sfalsati della scenografia. Accattivanti anche alcune trovate sceniche, come i provini da attore cui si sottopone il protagonista, la comparsa in scena di un trans in cerca di affetto e sicurezza. E poi i continui battibecchi con una Tosca D’Aquino ricca di esuberante napoletanità e le continue intromissioni degli attori-fantasma, caratterizzati per colpire con battute sarcastiche, istrionismi, piccoli e grandi gesti e postura. La commedia, tratta dall’omonimo film, è uno spettacolo corale che diverte e commuove.

Nel finale il tono leggero della commedia si mescola a quello del dramma, gli attori-fantasma rileggono la loro storia spingendo alla riflessione su amicizia, tradimenti e perenne ricerca di un equilibrio tra sogno, finzione e realtà. E alla fine i prolungati applausi del pubblico del Sociale.

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