VOCE
economia
02.04.2025 - 14:00
E’ il giorno dei dazi annunciati dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump già a partire dal giorno dopo il suo insediamento, il 21 gennaio scorso e vissuti come una scure dal resto del mondo. In particolare dall’Unione Europea, che è tra i “Dirty 15”, gli “sporchi 15”, così li ha definiti il segretario del Tesoro Scott Bessent, ovvero i Paesi che pesano maggiormente sugli Usa alla dogana. Cosa significa per il Polesine lo ipotizza Gian Michele Gambato, vicepresidente della Camera di Commercio di Venezia e Rovigo, sia a livello di esportazioni dirette che partono da Rovigo, ma soprattutto come effetto collaterale sull’economia del territorio, così legato alle dinamiche venete ed europee.
“Per la nostra provincia - Gambato conferma i dati regionali - l’export verso l’America del Nord è pari al 4,2% del totale. Mentre in un’analisi di contesto fatta dalla Camera di Commercio abbiamo visto che su Venezia pesa per il 10%. Ma, mentre nella provincia di Venezia il settore più toccato è quello delle bevande che si esportano in America, dunque si va a toccare un intero settore, nel caso della provincia di Rovigo, questo 4,2% pari a 70 milioni di euro circa di volume d’affari, è ‘spalmato’ in maniera abbastanza lineare su più comparti”.
Gambato fa qualche esempio tra i settori polesani più proiettati verso gli States: “Dalle macchine utensili, ai manufatti in legno, alla bigiotteria, non c’è un settore che abbia la predominanza ma sono diversi comparti e questo complessivamente significa che non c’è un settore che soffra in particolare per l’applicazione di dazi”.
Diversi sono gli “effetti collaterali” della politica economica trumpiana. “Il Polesine ha contatti diretti ed è partner economico della Germania. Questo è uno dei paesi che con ‘l'attacco all’automotive’ promesso da Trump, soffrirà in modo significativo. Un paese che già è colpito pesantemente da una crisi. Se la Germania, che è un driver che fa lavorare tantissime aziende, anche italiane e anche polesane, contrae il suo volume di affari, ne risentirà anche il Polesine, con ricadute non facilmente stimabili, ma ipotizzabili”.
Nonostante i timori, più che legittimi, sulle ripercussioni a livello locale, Gian Michele Gambato giudica apprezzabile e in un certo senso ricca di buonsenso la contromossa annunciata dalla presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen. “La strategia del ‘tridente’ - commenta il vicepresidente della Camera di Commercio - tolte le emotività iniziali è composta. Von Der Leyen parte con aprire a un tavolo negoziale, vuole sviluppare nuovi mercati e terzo mira ad attivare politiche per aumentare i consumi interni. Inutile agire in modo autonomo e sparpagliato, bisogna agire come Unione europea, guardare ai consumi interni e non fare confusione, perché si farebbe il gioco a Trump”.
Guardando allo Stivale, il vicepresidente della Camera di Commercio di Venezia e Rovigo trova che anche il governo italiano si stia muovendo con la giusta misura: “Le dichiarazioni del Governo mi sembrano molto equilibrate, cerchiamo i punti di intesa con Trump, muoviamoci nell’alveo di una politica europea. Mi pare che le linee di azione siano equilibrate”.
In questa ennesima congiuntura economica estremamente incerta, come reagisce l’economia polesana? “Quest’anno non è cominciato benissimo, con un calo della produzione industriale - risponde per concludere Gambato - Ora avvertiamo questo aggravio ulteriore con l’annuncio dei dazi dagli Stati Uniti. Purtroppo in questa situazione il calo del tasso di interesse che si attendeva è stato bloccato e questo prelude a un riaccentuarsi dell’inflazione, lo scenario è quanto meno preoccupante, speriamo in un’evolversi positiva di una situazione ben complessa”.
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